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ROMA CAGLIARI/ Magliette, striscioni e giri di campo: è festa giallorossa allo stadio Olimpico

Pubblicazione:lunedì 10 maggio 2010

Totti_ciuccio_R375_29gen09_phixr.jpg (Foto)

 

LA FESTA FINALE. La ciliegina è però arrivata a partita conclusa. Già diversi minuti prima della fine del match, l'altoparlante dell'Olimpico ha invitato i presenti a rimanere seduti al momento del triplice fischio finale. Motivo? Il giro di campo della squadra per salutare i tifosi. E così è stato. Al termine dei 90 minuti, i giocatori hanno omaggiato un Olimpico entusiasta e ricolmo di emozioni. Oltre a dirigenti e fotografi, hanno fatto il loro ingresso in campo anche i piccoli figli dei calciatori che hanno preso confidenza con il prato dell'Olimpico, chi per giocare ad acchiapparella, chi per calciare in porta il pallone.

 

IN MACCHINA E A PIEDI. Intanto un certo Rodrigo Taddei si era già impossessato della macchinetta elettrica del soccorso calciatori. Il brasiliano è montato in sella e ha fatto il giro dello stadio per salutare i propri tifosi raccogliendo l'ammirazione dei presenti. L'idea è risultata molto apprezzata, tanto che anche Julio Sergio e Riise hanno preso un altro miniveicolo e, insieme, hanno effettuato il giro d'onore circumnavigando lo stadio romano. Gli altri, Totti compreso, si sono accontentati di una passeggiata, magari mano nella mano con i figli per salutare e ringraziare l'entusiasmo dilagante dei 50mila presenti. "Grazie Roma" di Antonello Venditti è risuonata per circa 3 o 4 volte e il pubblico ha continuato ad applaudire, sbandierare, cantare e urlare.

 

ARRIVEDERCI E ADDIO. Perché scudetto o non scudetto, questa stagione andava celebrata nel migliore dei modi, con entusiasmo e riconoscenza per dare il giusto merito ad un gruppo che, guidato da un coraggioso allenatore, ha sbalordito anche i più scettici. La passerella finale dell'Olimpico si è colorata di affetto e allegria. Una sorta di arrivederci che, nel caso di alcuni (Toni, Burdisso, Mexes, Taddei) potrebbe rappresentare l'addio. Nessuno di loro però ha rinunciato all'abbraccio finale con quell'Olimpico che, seppur abbandonato una volta per tutte, sarà fonte di emozioni e ricordi indelebili. Come in ogni storia d'amore che si rispetti.

 

(Marco Fattorini)



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