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ESCLUSIVA CALCIOMERCATO/ I dettagli del passaggio di Mourinho al Real, il caso Benitez, i nuovi allenatori di Inter e Juve

NANDO SANVITO giornalista sportivo di Mediaset analizza il possibile addio di Josè Mourinho alla panchina nerazzurra. Avanzando anche l'ipotesi di chi potrebbe sostituirlo...

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Sono sempre più insistenti le voci che parlano di un possibile addio di Josè Mourinho dalla panchina dell'Inter, destinazione Real. Abbiamo chiesto in esclusiva per ilsussidiario.net a Nando Sanvito, giornalista sportivo di Mediaset ed esperto di calcio spagnolo, una lettura sulla vicenda e un commento sull'addio di Benitez alla panchina bianconera.

Si avvicina la finale del Bernabeu, sarà l'ultima gara di Mourinho sulla panchina dell'Inter?

I passi formali per portare Mourinho al Real Madrid cominceranno lunedì 24 maggio dopo la riunione della Giunta esecutiva. Florentino Perez contatterà Massimo Moratti per cortesia istituzionale prima di rendere operativo, tramite bonifico bancario, il pagamento degli 8 milioni di clausola rescissoria che liberi José Mourinho dal vincolo contrattuale con l'Inter.

Già firmato dunque l'accordo?

No, non c'è alcuna firma. Ci sono state delle riunioni tra il manager di Mourinho, Jorge Mendes, e dirigenti del Real Madrid. L'ultima, decisiva, è avvenuta tre settimane fa nella casa madrilena del procuratore portoghese, a Pozuelo, nella zona residenziale La Finca, dove tra l'altro hanno casa Cristiano Ronaldo, Kakà, Raul. Alla riunione era presente, per conto di Perez, il direttore finanziario marketing del club blanco

E' vero che Mourinho si diminuirà l'ingaggio?

Formalmente sì, ma poi ci sono tante formule per compensare la cifra: dai diritti di immagine all'acquisto di qualche giocatore della scuderia di Mendes...

Sarà Rafa Benitez il sostituto di Mourinho sulla panchina dell'Inter?

In epoca di fair play finanziario credo più in una soluzione tipo Mihajlovic. Anche perché sarebbe più facile gestire una eventuale stagione sul fronte dei risultati meno scoppiettante di quella attuale, con un allenatore finanziariamente e politicamente di peso limitato, piuttosto che con uno impegnativo sotto tutti i profili. C'è poi il tema della valorizzazione dei giovani nella già citata prospettiva del fair play finanziario


COMMENTI
11/05/2010 - Del Neri e le grandi (Bruce Hudelhofen)

Riguardo ai fallimneti di Del Neri con le grandi, ci tengo a precisare che: Quella col Porto non è un’esperienza dato che Del Neri venne licenziato ancor prima di cominciare il campionato, a causa di “dissapori” con la dirigenza Lusitana e probabilmente per una fronda interna di alcuni giocatori poco contenti del troppo lavoro e dalla disciplina imposta. In quel caso la società preferì difendere i giocatori e cacciare Del Neri. Va anche ricordato che era la stagione del post-mourinho e che il Porto era stato parzialmente smantellato. Vennero infatti ceduti Deco, Carvalho e Paulo Ferreira. Mi sembra ingiusto considerare una cattiva gestione societaria come un fallimento dell’allenatore. A Roma (dove Del Neri approdò a settembre dopo il licenziamento dal Porto), la situazione era simile. Prandelli, neoassunto, lasciò la panchina ad agosto. Il suo sostituto, Rudi Voeller, durò fino a settembre e venne sostituito proprio da Del Neri. Anche la Roma, come il Porto, viveva una stagione difficile: era il primo anno del dopo Capello e in estate erano stati cedute pedine fondamentali come Emerson e Samuel. Del Neri durò fino a marzo. Anche in questo caso la situazione di partenza non lo ha certo aiutato. Considerarlo interamente un suo fallimento mi pare ingiusto. I possibili problemi di Del Neri alla Juve non credo dipenderanno, sempre che arrivi, dalle sue capacità ad allenare una grande. Credo piuttosto sarebbero gli stessi che lei ha evocato per Allegri o Giampaolo.