BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ESCLUSIVA BASKET/ Barbalich: la Scavolini tra passato e futuro e la crisi del basket azzurro

Alessandro Barbalich e Michael Hicks (capitano Scavolini-Spar) Alessandro Barbalich e Michael Hicks (capitano Scavolini-Spar)

Quali i migliori giovani talenti del nostro campionato?

 

Pochi, purtroppo. Mi piacerebbe vederne molti di più in circolazione ma non succede. Discorso troppo lungo e articolato per affrontarlo qui. Mi piace Chessa di Biella, Gentile di Treviso, Polonara di Teramo, per citarne alcuni. Qualcuno è già uscito, altri lo faranno più in là.

 

Le nuove regole su tesseramenti e nazionalità dei giocatori per la stagione 2010-2011 rappresentano un problema o un'opportunità per le squadre italiane?

Credo non cambi poi granchè. 3+2 o 2+4 non è una grande differenza. Rimane il fatto che noi siamo maestri nel mettere in piedi cose difficili.

 

 Pesaro possiede uno dei tre palasport italiani con una capienza di 10.000 unità. Potrebbe forse essere sfruttato in modo migliore l'appeal mediatico della Scavolini? Come coinvolgere maggiormente una città che, nonostante tutto, continua ad amare il basket?

Sull’amore di Pesaro per il basket non si può e non si deve dubitare. Un palasport da oltre 10.000 posti è difficile da riempire quando vinci, figuratevi se non lo fai con continuità. Purtroppo il fatto che i palasport non siano di proprietà rende tutto molto più complicato. Molte volte noi dobbiamo allenarci fuori Pesaro perchè il palasport è occupato da eventi o concerti, salvo poi ritornare a giocare la domenica al palas. Cosa che, per una squadra di serie A, è sinceramente difficile da spiegare o capire. Se il palas fosse nostro avremmo molte più possibilità di sfruttarlo anche a livello di marketing e merchandising interno, ma purtroppo non è così e quindi amen. Discorso chiuso.

 

A fine stagione la Scavolini Spar subirà un avvicendamento dei vertici societari. Puoi dirci qualcosa in merito al futuro del Vuelle? Pensi di rimanere in biancorosso?

Sono stato impegnato in altre cose (lotta salvezza e Sakota) e devo ammettere di essere rimasto un po' indietro sugli avvicendamenti societari. Lascio a chi di dovere il compito di fare il proprio lavoro. Se rimarrò? io ho contratto, ma ho messo in conto che chi subentrerà potrebbe decidere di fare piazza pulita. Il mio cuore e la mia famiglia sono qui, ovvio che mi piacerebbe rimanere.

 

Tu sei molto stimato e ben voluto dai tifosi pesaresi. Non pensi che bisognerebbe rivalutare il rapporto dirigenti-tifosi? Quali vantaggi si potrebbero trarre?

Il basket ha in gran parte una tifoseria sana. Difficilissimo vedere incidenti. Le famiglie vengono a vedere il basket. E’ un patrimonio che non possiamo assolutamente perdere e io sono per il dialogo assoluto con i tifosi. Che ognuno faccia il proprio lavoro, ma a me piacerebbe che il nostro fosse uno sport “a porte aperte”, dove le scuole, le famiglie e i centri minibasket avessero libero accesso alla squadra, agli allenamenti ecc. Troppo spesso succede che la squadra è un’entità aliena al territorio e al sociale. Noi quest’anno abbiamo cercato di fare qualcosa, l’anno prossimo mi piacerebbe fare ancora di più.

 

Il movimento basket è attivo e vive di passione. Secondo te l'Italia non lo trascura un po' troppo? Cosa servirebbe, in più, per ridare spazio e attenzione a questo sport?

Probabilmente l’Italia lo trascura troppo perchè noi non facciamo molto affinché non venga trascurato. Parlo a livello di Federazioni, Leghe ecc. Prendi il caso di Napoli, esempio lampante di cattiva gestione. Io dico che per essere aiutati bisogna, prima di tutto, aiutarsi. Il danno è stato fatto prima, ossia quando vincevamo, sia a livello di club che di nazionale: secondo me è lì che è stato fatto troppo poco in fatto di programmazione generale. Prendiamo esempio dal traino che ha avuto il titolo mondiale del 2005 in Spagna e confrontiamo quello che è stato fatto. Da vergognarsi.

 

(Marco Fattorini)

© Riproduzione Riservata.