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INTER/ Le pagelle di fine stagione: Milito, Zanetti, Cambiasso, Samuel l'anima è argentina

Pubblicazione:mercoledì 19 maggio 2010

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Il 18esimo Scudetto è andato in archivio, ora l'Inter di Massimo Moratti è concentrata sulla finale di Champions League in programma sabato a Madrid contro il Bayern Monaco. Tornando al campionato diamo i voti ai protagonisti della vittoria nerazzurra.

 

Milito 10: attaccante straordinario, troppo sottovalutato dalle grandi società d'Europa. E' arrivo a Milano in punta di piedi senza sentire troppo il fantasma di Ibrahimovic. Sigla 22 reti in campionato e risulta decisivo in ogni grande match non solo per il suo grande fiuto per il gol ma anche e soprattutto per la sua intelligenza tattica al servizio dei compagni.

 

Zanetti 10: merita il voto massimo il capitano nerazzurro che alla faccia dei 37 anni d'età gioca ogni partita con la stessa intensità e con la stessa voglia. Centrocampista o terzino sinistro poco importa, la dedizione e lo spirito di gruppo lo portano ad essere un esempio dentro e fuori dal campo, un sacrilegio la mancata convocazione di Maradona ai prossimi Mondiali.

 

Cambiasso 9,5: solito grande protagonista della stagione dell'Inter, l'argentino ha dimostrato tutto il suo valore sdoppiandosi a centrocampo nel ruolo di diga davanti alla difesa con compiti d'impostazione e "allenatore" in campo che consiglia ai propri compagni la cosa giusta da fare. Altro "scempio" di Maradona.

 

Mourinho 9: meriterebbe anche lui un dieci perchè in panchina ha dimostrato di essere uno dei migliori al mondo. Il momento peggiore dell'Inter è coinciso con la mancanza in panchina dello Special One, segno evidente di quanto conti la figura del tecnico portoghese. Il voto in meno è proprio per le troppe polemiche innescata dal lusitano che a volte hanno penalizzato la squadra.

 

Sneijder 9: arriva dopo un lungo tira e molla e con l'etichetta di "scarto" del Real Madrid. Decide di dimostrare ai madrileni e al mondo del calcio che è un fior di giocatore. Entra perfettamente nello scacchiere tattico di Mourinho dove offre tanta duttilità, a lui è affidato il compito di accendere la luce nel gioco nerazzurro, decisivo in molti incontri soprattutto con le sue velenose punizioni. Da tempo all'Inter mancava un giocatore di classe di questa dimensione.

 

Eto'o 8,5: arrivato in Italia con la fama di "prima donna", il camerunense ha dimostrato uno spirito di sacrificio difficilmente visibile in altri giocatori. Ha lasciato a Milito il compito del goleador e si è messo a disposizione del gruppo facendo il "gregario", sacrificandosi in copertura umilmente, dimenticando di aver segnato caterve di gol nel Barcellona e di aver vinto 2 Champions League da protagonista con un gol in entrambe le finali. Ovviamente il suo dovere in zona realizzativa lo ha svolto in maniera ottima.

 

Samuel 8,5: è tornato il vero "The Wall", come lo chiamavano a Roma i tifosi giallorossi. Impeccabile in difesa accanto al compagno di reparto Lucio, uomo cardine della retroguardia nerazzurra ha riconquistato il posto da titolare anche nella Nazionale argentina.

 

 

Lucio 8: ha voluto dimostrare che è capitano della Nazionale brasiliana non per caso, l'ex Bayern Monaco ha avuto un rendimento "a crescere", culminato con la stupenda prestazione di Napoli quando da solo ha fermato l'intero reparto offensivo dei partenopei. Le uniche pecche contro Atalanta e Catania.

 

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