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MILAN/ La crisi del Milan? E' iniziata nel 2000...

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Perchè tutta questa lunga metafora? Perchè Farina ha ragione: l'era Berlusconi è frutto del lavoro di altri, appena quell'eredità si è esaurita ha campato sul nome, come i vecchi nobili, ma lasciando da pagare conti in giro per il paese e, quando glieli hanno presentati, ha dovuto vendere i mobili più belli (vedi Kakà)... Certo gli vanno riconosciute 3 cose: la passione che l'ha portato a scegliere Sacchi, essersi fidato di Niels Liedholm che gli suggerì l'acquisto degli olandesi ancora sconosciuti, tranne un po' Gullit, e poi è stato bravo a tener lucida l'argenteria (Baresi, Costacurta, Maldini fino ad Ancelotti).

 

Cosa non ha mai fatto? Non ha mai innovato, investito sul lungo termine (ricordate un giovane del vivaio dopo Albertini che abbia sfondato?). Fate anche due conti: tra l'88 e il '99 ha vinto 6 scudetti e 3 Coppe dei Campioni (cioè quelle che dovevi arrivare primo nel campionato). Poi 1 scudetto e 2 Champions League (di cui la seconda è entrato come quarto classificato nel campionato).

 

Sommate i soldi e i campioni che il Milan ha fatto giocare fino al 99 e quelli tirati fuori e i campioni scoperti dal 2000 e capirete che sono due Milan diversi. In tutto questo emerge la vera capacità del Berlusca: la pubblicità. Sí, dal 2000 è stato capace di vendere un prodotto ormai vecchio, ma senza investire in innovazione e ricerca. E questo è strano per un imprenditore del suo calibro. Forse si spiega perché non è un industriale ma solo un grand venditore. Ovvio che tutto ciò non vuole essere trasferito ad altre attività molto più impegnative, di quelle non me ne intendo. Comunque un grazie a Giusy, mi ha fatto capire che se la vita non è una continua novità prima o dopo si atterra e non ci si rialza più.

(Frank Machine)



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