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LAZIO-INTER / L'indignazione di dirigenti, politici e tifosi di tutto il mondo

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Un sentimento davvero bipartisan, se Enzo Foschi del Pd non manca di rimarcare: “Ieri sera abbiamo assistito a una vera e propria vergogna, determinata in primo luogo dalla scelta di non far giocare contemporaneamente partite così importanti per la corsa allo scudetto e per la lotta a non retrocedere. Aver permesso alla Lazio di scendere in campo, essendo già a conoscenza del risultato delle altre partite è stata una scelta, sotto gli occhi di tutti, che ha di fatto falsato il campionato. L'impressione vedendola è stata quella di una partita assolutamente finta. Ieri è morto lo sport: l'atteggiamento dei calciatori della Lazio rappresenta, infatti, la negazione dei valori sani che esso porta in sé. Per questo sarebbe opportuno che in un sussulto di dignità la Lega Calcio proponesse un minuto in ricordo dei valori e dell'etica sportiva, prima delle partite della prossima giornata di campionato”.
 
E sempre nel Pd anche Marco Palumbo ammette: “Lo sapevamo. c'era una grossa pressione nei confronti dei giocatori a Formello. Il problema è che non c'è contemporaneità. Anche in eccellenza si gioca in contemporanea. Ieri si è data una brutta immagine della città nel mondo. A noi non verrebbe mai in mente di tifare per gli avverarsi. Purtroppo l'Italia è un Paese morto dal punto di vista culturale. Sono molto pessimista. Ieri qualcuno l'ha detto che la partita è stata un farsa. In Inghilterra non ci sarebbe mai stato un problema del genere e allora nelle ultime giornate è necessaria la contemporaneità delle partite. Non si capisce perché in questo campionato solo due turni si giocheranno in contemporanea. Lotito? Non mi sento di difenderlo. Il bello è che aveva urlato allo scandalo per le insinuazioni fatte in settimana”.

 

 

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