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LAZIO INTER/ La vittoria dei nerazzurri in un'atmosfera da "derby del cuore"

Pubblicazione:lunedì 3 maggio 2010

gemellaziolaziointer_R375x255_03mag10.jpg (Foto)

NOSTRO SERVIZIO DALLO STADIO OLIMPICO DI ROMA

 

LAZIO INTER - Lo stadio Olimpico come il Meazza. Domenica sera il posticipo della 36esima giornata tra Lazio e Inter non ha regalato emozioni particolari ma, senz'altro, si è distinta per lo "spettacolo" che si respirava sugli spalti, dalla curva Nord laziale al settore ospiti, passando per tribune e distinti. Al grido di forza Inter.

 

IL MATCH SUL CAMPO. La partita di calcio è passata in secondo piano, soprattutto perché dopo i primi 45 minuti in cui la Lazio ha abbozzato una resistenza neanche troppo convinta, i nerazzurri hanno messo il loro sigillo sul match (46' p.t. Samuel) per poi controllare senza problemi il vantaggio, "inspiegabilmente" mai insidiato dalla Lazio che non ha accennato a reazioni nel secondo tempo dove, tra l'altro, l'Inter ha potuto chiudere i conti con il gol di Thiago Motta. Fischio finale, Inter nuovamente in vetta al campionato, Roma scalzata.

 

IL PREPARTITA DEI TIFOSI. Ma lo spettacolo, si diceva, non è stato quello offerto sul prato dell'Olimpico. Già qualche ora prima della partita si respirava un clima del tutto particolare: fuori dallo stadio erano diverse le bancarelle che esponevano magliette di Milito ed Eto'o nonché le nuovissime t-shirt "Andiamo a Madrid". Nei dintorni dell'Olimpico, a due passi dal Centrale del tennis dove Nadal lottava per la vittoria, erano migliaia i tifosi nerazzurri che circolavano con sciarpe, magliette e bandiere in bella vista. Forti di una presenza numericamente imponente ma anche di un gemellaggio tra tifoserie che, fortunatamente, non ha riservato alcun inconveniente.

 

IL MATCH SUGLI SPALTI. Ma il gemellaggio non basta certo a spiegare il clima e l'atteggiamento dell'Olimpico di domenica sera che, con 50mila presenze al suo interno, respirava, come da copione, aria di anti-romanismo militante. Insomma i tifosi biancocelesti non volevano fare alcun regalo ai propri cugini e, in un modo o nell'altro, lo hanno fatto capire con grande eloquenza sin da loro ingresso sugli spalti per un messaggio che, tradotto ai propri calciatori, era il seguente: "non dovete vincere". Nel prepartita tanti cori e applausi reciproci tra curva nord laziale e settore ospiti con momenti di massimo gradimento quando è stato intonato il motivetto "chi non salta romanista è" con tanto di saltellata generale. Di gran lunga il coro più gettonato della serata.

 

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COMMENTI
03/05/2010 - Tanti auguri. (Alberto Pennati)

Spero tanto che la lazio finisca in serie b. Lo so che sarà una vana speranza, perchè ha la riconoscenza del potere sotterraneo nerazzurro, che si sta riprendendo - con interessi degni degli usurai - quello che non era capace di fare soprattutto per sua incapacità.