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93° GIRO D'ITALIA/ Oggi parte la corsa rosa: i numeri e il tracciato delle corse

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Anche l’arrivo a Cesenatico, a pochi metri dalla casa di Pantani, ispirerà battaglia: due salite care al Pirata, Perticara e soprattutto Barbotto, scateneranno la bagarre. Sabato 22 maggio ci sarà una delle tappe più affascinanti di questo Giro: da Ferrara ad Asolo con la salita del Monte Grappa affrontata dal versante più duro, quello di Semonzo: 19 km, 8% medio, strappi al 14%. Chi si stacca su queste pendenze rischia tanto, poi una lunga e bella discesa su Romano, e 15 km di leggerissima discesa sino ad Asolo. Una tappa per chi ha gambe, ma anche coraggio. Domenica 23 maggio ci sarà una tappaccia, fatta per chi vuole attaccare. Da Mestre allo Zoncolan, 222 chilometri, 3 salite impegnative (soprattutto il Duron) che porteranno il gruppo sino ad Ovaro; infine, l’ascesa di 10 km con 1200 metri di dislivello (12% medio!) sino alla cima del monte Zoncolan. Il Monte Grappa e lo Zoncolan ci daranno una vera fisionomia della corsa, di chi c’è e di chi non c’è tra i pretendenti alla vittoria finale.

 
 
 
 
 
Lunedì ci sarà riposo e martedì ci si arrampicherà sul Plan de Corones: sterrato, pendenze oltre il 20%, una cronoscalata di potenza bruta. Una crono come questa sarà durissima, ma non porterà grandi distacchi tra i big della corsa, i quali, tra l’altro, si staranno ancora leccando le ferite dalle mazzate dello Zoncolan. Poi ci sarà una tappa dal finale divertente, quella con l’ascesa leggera ma continua a Pejo, ed una più moscetta, la volata che farà piacere ai pochi sprinter rimasti in quel di Brescia. Quindi due giorni di fuoco: venerdì, 28 maggio, si scalerà la facile Aprica, ci si inerpicherà verso Trivigno, passando da quel Santa Cristina che mise le ali a Pantani nel 1994, si scalerà il Mortirolo prima di ritornare ad Aprica: tappa mostruosamente impegnativa, che solletica le fantasie di quei ciclisti che già sognano di attaccare. Già nella seconda salita di giornata, il Trivigno, si potrà fare la differenza; il Mortirolo, poi, vale da solo un Giro d’Italia. Sabato ci sarà la lunghissima ascesa della Forcola di Livigno, gli strappi di Eire e Foscagno, il Gavia dal versante di Bormio su cui chi ne ha saprà fare la differenza, e 12 km di erta finale in salita, da Ponte di Legno al Passo del Tonale. Tappa lunga, impegnativa, e che deciderà il Giro, almeno, quello che ancora c’era da decidere. La domenica una mini crono di 15 km, a Verona, concluderà la corsa rosa portando i girini innanzi all’Arena: questa tappa non dovrebbe cambiare nulla, ma se i distacchi tra i primi dovessero essere esigui ci sarà da divertirsi.
Il menu è questo: nei prossimi giorni vi presenteremo i profili dei protagonisti, e delle tappe più significative. Buon Giro d’Italia a tutti.
 
 
(Gigi Crema)


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