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ESCLUSIVA/ Ivan Basso:"La strada dirà se valgo il Tour de France"

Pubblicazione:domenica 13 giugno 2010

Ivan Basso vittorioso al Giro d'Italia 2010 (Foto Ansa) Ivan Basso vittorioso al Giro d'Italia 2010 (Foto Ansa)

Sono due corse speciali per me ed è difficile fare una scelta. Il Giro era il sogno da bambino e per un italiano è un piacere enorme correre sulle strade di casa acclamato dai propri tifosi. Il Tour è il Tour, l’evento ciclistico numero 1: mi ha dato forti emozioni in passato e sono pronto per tornare a godermele.

 

Hai altri obiettivi oltre al Tour, magari fare un buon Mondiale o un buon finale di stagione?

Vedremo dopo il Tour, di certo la mia stagione non finirà a luglio.

 

Un giudizio su Nibali?

Un corridore con potenzialità enormi e una personalità d’oro. Le sue capacità in bicicletta sono sotto gli occhi di tutto e in questo Giro siamo stati un’accoppiata perfetta. Ha ancora margini di miglioramento e lo metto tra i prossimi pretendenti per una grande corsa a tappe.

 

Chi pensi siano i più forti corridori di sempre? Coppi, Merckx, Hinault, Indurain, Amstrong. Chi il più forte?

Tutti hanno lasciato un segno indelebile nella storia del ciclismo e tutti meritano rispetto: sceglierne uno è un’impresa, come vincere un grande Giro.

 

Come ti sei è avvicinato al mondo del ciclismo? Ci puoi raccontare i tuoi esordi?

È stata una passione innata, un amore a prima vista. In bicicletta mi sono sentito subito a mio agio, sin dall’età di 6 anni quando ho cominciato a vedere nel ciclismo il mio sport prediletto. Quando poi ho visto che me la cavavo, che potevo dire la mia, la passione è cresciuta. Prima di vederla come un lavoro, la bicicletta per me è passione: quando non avrò più voglia di allenarmi sarà il segnale che devo smettere.

 

Che tipo di preparazione adotti durante l’anno?

Varia in base ai periodi. A inizio stagione lavoro sulla resistenza, mentre con l’approssimarsi delle corse cerco di migliorare brillantezza e colpo di pedale. Una vita sana, da vero atleta, è la costante per 365 giorni.

 

Come sei rinato dopo i problemi col doping?

La famiglia è stata il mio più grande aiuto e supporto. Loro sono stati la mia marcia in più, la più grande motivazione per ritornare a vincere.

 

Quali sono i campioni dello sport che ammiri?

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