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ESCLUSIVA/ Ivan Basso:"La strada dirà se valgo il Tour de France"

Ivan Basso vittorioso al Giro d'Italia 2010 (Foto Ansa) Ivan Basso vittorioso al Giro d'Italia 2010 (Foto Ansa)

Sono due corse speciali per me ed è difficile fare una scelta. Il Giro era il sogno da bambino e per un italiano è un piacere enorme correre sulle strade di casa acclamato dai propri tifosi. Il Tour è il Tour, l’evento ciclistico numero 1: mi ha dato forti emozioni in passato e sono pronto per tornare a godermele.

 

Hai altri obiettivi oltre al Tour, magari fare un buon Mondiale o un buon finale di stagione?

Vedremo dopo il Tour, di certo la mia stagione non finirà a luglio.

 

Un giudizio su Nibali?

Un corridore con potenzialità enormi e una personalità d’oro. Le sue capacità in bicicletta sono sotto gli occhi di tutto e in questo Giro siamo stati un’accoppiata perfetta. Ha ancora margini di miglioramento e lo metto tra i prossimi pretendenti per una grande corsa a tappe.

 

Chi pensi siano i più forti corridori di sempre? Coppi, Merckx, Hinault, Indurain, Amstrong. Chi il più forte?

Tutti hanno lasciato un segno indelebile nella storia del ciclismo e tutti meritano rispetto: sceglierne uno è un’impresa, come vincere un grande Giro.

 

Come ti sei è avvicinato al mondo del ciclismo? Ci puoi raccontare i tuoi esordi?

È stata una passione innata, un amore a prima vista. In bicicletta mi sono sentito subito a mio agio, sin dall’età di 6 anni quando ho cominciato a vedere nel ciclismo il mio sport prediletto. Quando poi ho visto che me la cavavo, che potevo dire la mia, la passione è cresciuta. Prima di vederla come un lavoro, la bicicletta per me è passione: quando non avrò più voglia di allenarmi sarà il segnale che devo smettere.

 

Che tipo di preparazione adotti durante l’anno?

Varia in base ai periodi. A inizio stagione lavoro sulla resistenza, mentre con l’approssimarsi delle corse cerco di migliorare brillantezza e colpo di pedale. Una vita sana, da vero atleta, è la costante per 365 giorni.

 

Come sei rinato dopo i problemi col doping?

La famiglia è stata il mio più grande aiuto e supporto. Loro sono stati la mia marcia in più, la più grande motivazione per ritornare a vincere.

 

Quali sono i campioni dello sport che ammiri?

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