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KO MONDIALE/ Povera Italia, figlia di un campionato minore

Pubblicazione:venerdì 25 giugno 2010

Tifoso_Ita_r375_24giu.jpeg (Foto)

Avremmo fatto molta più strada al Mondiale? Ne dubito. Tra gli undici titolari contro la Slovacchia tre appartengono a squadre arrivate quint’ultime in campionato, altri cinque sono finiti a metà classifica, tre soli sono finiti nelle prime tre posizioni: De Rossi, Zambrotta, Gattuso, quest’ultimo ormai riserva nel Milan. Non c’è bisogno di aggiungere altro. E’ una Nazionale figlia di un campionato minore, scomparso da tempo dall’Europa che conta, non fosse per l’Internazionale che fonda le sue fortune sugli stranieri. A Berlino siamo usciti con la Coppa in mano, ma tanto di quel successo è stato frutto di un Destino che non ci voleva sepolti sotto Calciopoli e sotto i pruriti giustizialisti della classe politica. Questo naufragio può svegliarci. Avanti i giovani, peggio di questi non faranno. In questa fase la scelta di Cesare Prandelli è quella giusta.

 

 

 

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COMMENTI
25/06/2010 - Grazie comunque Marcello, auguri Cesare! (Giuseppe Crippa)

La disamina di Nando Sanvito, di cui apprezzo la pacatezza, mi sembra correttissima. Aggiungerei soltanto un addio a Lippi, cui va comunque riconosciuta la coerenza con la quale ha portato avanti la sua difesa di un gruppo al quale noi tutti abbiamo negato il credito di fiducia che sarebbe stato bene comunque dare, e l’augurio a Cesare Prandelli di non ripetere l’errore capitale del predecessore: la paura del nuovo, del giovane, del “diverso” (non per il colore della pelle ma per il comportamento, in campo e non, al di fuori di schemi conformisti).