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ESCLUSIVA/ Molinaro (Stoccarda): Träsch e Trochowski da seguire, Tasci-Chiellini, che coppia!

CRISTIAN MOLINARO analizza la sfida di questo pomeriggio. E suggerisce alcuni interessanti giocatori tedeschi ai club italiani

Molinaro sorride con Pep Guardiola (Foto Ansa) Molinaro sorride con Pep Guardiola (Foto Ansa)

Cristian Molinaro è diventato uno dei punti fermi dello Stoccarda. Arrivato in Germania a gennaio, l'ex terzino della Juventus ha convinto tutti, tifosi e dirigenti, sulle sue qualità, tanto da meritarsi la conferma avvenuta ufficialmente alcune settimane fa. Abbiamo affrontato con lui, in esclusiva per IlSussidiario.net, i problemi vissuti alla Juventus, la differenza tra il calcio italiano e quello tedesco ed anche un giudizio sui talenti della Bundesliga e della Germania che questo pomeriggio affronterà l'Inghilterra negli ottavi di finale dei Mondiali sudafricani.

Molinaro, possiamo dire che i sei mesi in Germania hanno rappresentato una rinascita per lei dal punto di vista professionale?

Non direi rinascita visto che alla Juventus ho dimostrato di avere le qualità per giocare a questi livelli. Forse il termine giusto è rivincita. Lo scorso anno ad aprile ho dovuto terminare la mia stagione per l'ematoma renale. Ho dovuto ricominciare da zero e quando sono tornato il nuovo tecnico (Ferrara ndr) non mi ha dato la possibilità di giocare. Per questo ho accettato l'offerta di un club importante come lo Stoccarda. In Germania mi sono trovato benissimo fin da subito, mi hanno accolto stupendamente ed ho potuto dimostrare le mie qualità.

La stagione della Juventus è stata "balorda", eppure dopo le prime giornate la squadra sembrava girasse a mille. Cosa è successo?

Io sono stato fino a Dicembre quando perdemmo in casa contro il Catania. All'inizio le cose andavano bene, la squadra girava bene. Poi l'eliminazione dalla Champions League per mano del Bayern Monaco ha complicato tutto, è stato un duro colpo anche se all'inizio c'è stata una piccola reazione.

Sul banco degli imputati sono finiti Diego e Felipe Melo. Lei li ha visti da vicino, cosa li ha bloccati?

Inizio col dire che sono due giocatori dalle indubbie qualità, Felipe sta facendo un ottimo Mondiale e Diego lo conosciamo tutti. All'inizio è andato tutto bene poi con i primi problemi è venuta meno la fiducia dell'ambiente e, se non c'è quella attorno alla squadra, si finisce per non giocare bene. Ma certamente tutti i miei compagni hanno messo in campo tanto impegno e volontà.

Che differenza c'è tra il campionato tedesco e quello italiano?

Sono due grandi campionati, in quello tedesco non c'è molta esasperazione tattica, si pensa allo spettacolo, per questo spesso si vedono risultati sorprendenti con le piccole squadre che riescono più di una volta a fare il colpaccio contro le grandi squadre. In Italia invece siamo abituati a giocare partite molto tattiche. Ma il fascino del campionato italiano è immutato, all'estero è visto come un grande campionato.

La Germania vista al Mondiale è piena zeppa di giovani interessanti che lei ha sicuramente sfidato in campionato. Non solo, perchè nella lista dei convocati ci sono anche tre suoi compagni di squadra, Tasci, Khedira e Cacau. Tutti e tre sono stati accostati a club italiani, può descriverli come giocatori?

Sono tutti e tre grandi giocatori. Tasci è un difensore di grandi qualità, è il giocatore che più mi ha impressionato. Gioca da centrale, all'apparenza non sembra forte fisicamente nonostante l'altezza, invece è il classico marcatore tosto. Ama giocare palla al piede, è un difensore di costruzione, bravo sia con il destro che con il mancino. Ha grandi qualità, sarebbe perfetto accanto ad uno come Giorgio Chiellini. Khedira è un centrocampista centrale molto bravo negli inserimenti. Nella Germania gioca più basso mentre da noi si inserisce di più, se volessi paragonarlo ad un giocatore italiano direi Perrotta. Cacau è un attaccante molto forte tecnicamente, anche se la sua caratteristica principale è lo scatto iniziale. La sua rapidità nei primi metri è decisiva, ho visto molti difensori perdere in questo modo i duelli con lui.