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CALCIOMERCATO/ Roma, Rosella Sensi non ci sta: «Fallimento, le solite false notizie»

Compagnia Italpetroli risponde con un comunicato alle preoccupanti notizie diffuse giovedì da alcuni quotidiani sportivi e non

rosella_sensi_Q375_17set08.jpg (Foto)

CALCIOMERCATO ROMA - La querelle Unicredit-Italpetroli ritorna nel vivo a poche ore dall'udienza dell'arbitrato che deve dirimere la questione debitoria tra le due società. La banca di Alessandro Porfumo vanta infatti un debito di alcune centinaia di milioni di euro nei confronti di Italpetroli, holding della famiglia Sensi, controllante indiretta dell'As Roma.

 

I QUOTIDIANI. Nel frattempo alcuni quotidiani sportivi hanno riferito che Italpetroli "rischia di fallire, e di portarsi dietro le sue controllate, Roma in testa. Sindaci e revisori dei conti della Bdo avrebbero già comunicato alla Sensi l’intenzione di non firmare e, quindi, non certificare il bilancio 2009, da chiudere entro il mese di giugno". "A meno che - spiega l'articolo - Rosella Sensi, in balia dei mari, non decida di afferrare l’ultima ciambella che UniCredit, già detentrice del49% di Italpetroli, intende lanciarle: debiti azzerati in cambio della cessione immediata alla banca degli asset principali del gruppo. La piattaforma, i depositi, la Roma innanzitutto. Questo, in sintesi, il contenuto del pezzo firmato da Alessandro Catapano e apparso giovedì sulla Gazzetta dello Sport.

 

IL COMUNICATO. L'articolo, non il solo nel panorama dei quotidiani romani, è stato presto smentito dalla diretta interessata, Compagnia Italpetroli che, attraverso un comunicato ufficiale apparso sul sito dell'As Roma, ribatte alle accuse: "con il consueto tempismo – questa volta il giorno precedente la prima udienza dell’arbitrato promosso da Italpetroli per l’accertamento dell’illegittimità del recesso di Unicredit dall’accordo stipulato nel 2008, la condanna della banca al risarcimento dei danni per almeno € 50 milioni e la declaratoria di riduzione delle pretese della banca stessa, anche per anatocismo, per circa € 80 milioni – alcune testate hanno diffuso le solite false notizie, che ormai circolano da almeno un anno, su un inevitabile fallimento del Gruppo Italpetroli qualora lo stesso non accettasse una presunta ciambella di salvataggio generosamente offerta da Unicredit".

 

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