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ESCLUSIVA/ Campedelli: questo è il mio Chievo, lo chiamano "miracolo"

I veronesi anche nell'ulitmo campionato hanno raggiunto una salvezza tranquilla, dimostrando la bontà e la serietà del progetto Chievo. Ce lo spiega il suo presidente, LUCA CAMPEDELLI

Campedelli_R375_4giu_10.jpg (Foto)

La storia di un quartiere di Verona che conquista in pianta stabile la serie A. E' il "miracolo Chievo",  una squadra che stupisce ogni anno e che ogni anno regala al campionato nuovi interessanti giovani. Nessun proclama, un obiettivo semplice, ogni anno, la salvezza. Luca Campedelli racconta la sua squadra in esclusiva per ilsussidiario.net.

A cosa si deve il miracolo di una piccola società  di un quartiere di Verona che riesce a stare stabilmente in serie A?

Ci sono diverse componenti da prendere in considerazione. I risultati sono frutto di un grande lavoro da parte di tutti, dal settore giovanile alla prima squadra, dalla competenza dei dirigenti alla professionalità del resto della società. Un grande lavoro di squadra.

Quanto c'è dell'esperienza imprenditoriale di Luca Campedelli?

Nulla. Mi affido completamente ai miei collaboratori, a partitre dal direttore sportivo Giovanni Sartori.

Gli obiettivi delle prossime stagioni che volete realizzare?

L'obiettivo è sempre lo stesso, la salvezza. Per noi la permanenza in serie A è fondamentale.

In una città come Verona c'è spazio per due squadre come il Chievo e lo stesso Verona?

Ad oggi direi proprio di sì.

Un commento sull'operato di Sartori e Di Carlo?

Su Sartori dico sempre le stesse cose: è unico e ha la mia completa fiducia. Per quanto riguarda Di Carlo, ora ha scelto di percorrere una nuova strada. Lo ringraziamo per i due splendidi anni passati insieme e gli auguriamo le migliori fortune.

Un giudizio su Pellissier?

E' il nostro capitano, uno che non molla mai. E anche quest'anno, come sempre, la sua presenza, insieme ovviamente a quella di tutto il gruppo, è stata fondamentale per il raggiungimento del nostro obiettivo.