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CALCIOMERCATO/ Roma: AAA vendesi società sana con grandi potenzialità!

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Nessun dubbio: la Roma è una società in ottima salute, magari non ricchissima ma con un potenziale molto alto, basti pensare al parco giocatori di prima qualità arricchito dagli arrivi di Adriano e Simplicio, garantito dalle bandiere Totti e De Rossi. Tra l'altro, gli ultimi due provengono dal settore giovanile giallorosso che nei fatti risulta uno dei migliori in Italia, pronto ogni anno a sfornare talenti spesso insidiati anche dai club stranieri. La squadra c'è, il management sportivo (Pradè-Montali-Conti) pure. Con pochi e mirati investimenti in più la Roma, che già in questi anni ha lottato al vertice della Serie A, può raggiungere traguardi di spicco che i tifosi, per scaramanzia, evitano di nominare. D'altronde i fatti parlano chiaro: nelle ultime stagioni la Roma ha banchettato con le prime della classe, perdendo lo scudetto per ben due volte al rush finale e guadagnandosi la stima dell'Europa per l'ottimo gioco messo in campo.

 

L'As Roma di oggi sembra un vero pacco regalo, un gioiellino conservato e curato negli anni con professionalità e il merito non può che essere della famiglia Sensi e dei suoi collaboratori che, nonostante critiche e polemiche, hanno raggiunto risultati concreti sia sul piano sportivo (5 trofei) che su quello gestionale. In più la piazza è una di quelle calde ed emotivamente coinvolte, capace di riempire lo stadio Olimpico e fare impennare la campagna abbonamenti in qualsiasi momento. Negli anni dello scudetto, ad esempio, si viaggiava ad una media di 40 mila tessere a stagione. Non dimentichiamoci poi che l'imprenditore entrante potrebbe portare a compimento il progetto dello stadio di proprietà (accolto con favore da sindaco e Regione), una mossa che rafforzerebbe ancora di più la società giallorossa e il proprio assetto economico.

 

Nel frattempo il club è sul mercato. Il prezzo? Tra i 150 e i 200 milioni di euro, ma, come si suol dire, il gioco vale la candela perché il futuro compratore non arriverebbe a gestire una semplice squadra di calcio ma un patrimonio sportivo e culturale che rappresenta la città di Roma e due milioni di tifosi nel mondo. Gloria e visibilità ma anche una buona dose di responsabilità nei confronti delle istituzioni cittadine e del pubblico romanista che, seppur pronto a dispensare affetto e riconoscenza, è il primo a vigilare sullo stato di salute dell'As Roma. Mai reticente nel formulare critiche e nel chiedere spiegazioni.

 

Oggi i più preoccupati sono proprio i tifosi, coloro i quali ogni anno regalano stadi pieni e imponenti dosi di motivazione alla squadra. Gli stessi tifosi che nell'estate del 2004 hanno aderito alla campagna di ricapitalizzazione lanciata dall'As Roma per reperire risorse economiche in chiave futura. Sono pronti a metterci il cuore, la sciarpa e pure il portafoglio e, come suggeriva lo slogan pubblicitario della ricapitalizzazione, il loro auspicio potrebbe essere questo: "non vogliamo la luna, ma continuare a guardare le stelle".

 

(Marco Fattorini)

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