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CALCIOMERCATO/ Roma: Unicredit-Italpetroli, ultimi giorni per un accordo

I legali delle due parti si incontreranno anche oggi per trovare un accordo in merito al credito di 325 milioni vantato dalla banca. In ballo il futuro dell'As Roma

sensi_rosella_pensierosa_R375x255_28ott09.jpg (Foto)

CALCIOMERCATO ROMA - Tutto in una manciata di giorni. Il futuro della Roma potrebbe decidersi tra oggi e lunedì. Oggi perché, a Borsa chiusa, è previsto un altro incontro tra i legali di Unicredit e Italpetroli in cui si tenterà di arrivare ad un accordo in merito al credito di 325 milioni di euro che la banca vanta nei confronti della holding della famiglia Sensi, controllante indiretta dell'As Roma. La ricerca dell'accordo è funzionale alla data di lunedì 5 luglio: giorno in cui le parti si riuniranno al cospetto del presidente del collegio arbitrale Cesare Ruperto il quale, in caso di mancata conciliazione, proseguirà verso il lodo arbitrale.

 

LA TRATTATIVA. Al momento permangono significative differenze tra le parti, nonostante il numero due di Unicredit, Paolo Fiorentino, abbia ieri ribadito che "speriamo in un accordo, ci lavorano gli avvocati". Nel frattempo si cerca di ridurre le differenze economiche attualmente esistenti nella valutazione degli asset da dismettere (As Roma, attività petrolifere e immobili) ma anche dei beni che rimarranno alla famiglia Sensi. Sembra infatti che la banca di piazza Cordusio sia disposta a concedere alle sorelle Sensi non oltre 20-30 milioni di euro in immobili come buonuscita. D'altronde la posizione di Unicerdit è chiara: per colmare il debito (325 milioni più circa 80 nei confronti di Mps) occorrono tutti gli asset, Roma inclusa, che fanno capo a Compagnia Italpetroli.

 

LA GESTIONE. Un altro nodo complicato riguarda l'eventuale transizione della società di calcio in attesa che si manifesti un compratore. A tal proposito sembra che Rosella Sensi sia disposta a rimanere alla guida del club solo se la conciliazione soddisfi Italpetroli. La gestione transitoria dovrebbe prevedere la permanenza della presidentessa nel suo ruolo, anche se con poteri ridotti e affiancata da un c.d.a. blindato. Oppure, un'altra ipotesi è quella di un passaggio della Roma nelle mani di Unicredit che ne disporrebbe attraverso un mandato a vendere. «Non abbiamo dato alcun mandato» ha precisato Fiorentino, Deputy Ceo di Unicredit, «se entreremo in questo film, ci porremo il problema di chi ingaggiare. Tutte le banche di investimento hanno tifosi della Roma, magari si fanno avanti».

 

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