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AS ROMA/ Totti e il bavaglio nordista

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AS ROMA - E' schivo ai microfoni, parla poco e non si diletta nell'innescare polemiche verbali e scontri dialettici degni del miglior tubo catodico nostrano. Francesco Totti è tornato a parlare in conferenza stampa, direttamente da Riscone di Brunico dove la sua Roma è in ritiro per preparare la stagione 2010-2011. Un capitano a 360 gradi che ha risposto alle domande dei cronisti senza remore e con apprezzabile schiettezza, puntualmente mortificata da questa o da quella controreplica del politico di turno. Ma cos'ha detto Francesco Totti?

 

VIA DAL CALCIO. "C'è stato un momento in cui ho pensato di smettere. Poi parlando con chi mi sta più vicino mi hanno fatto cambiare idea, perchè quando c'è la passione è difficile cambiare strada". I fatti di Inter-Roma (finale di Coppa Italia) parlano chiaro: il calcione a Balotelli ad una manciata dalla fine del match è stato un errore madornale ma al tempo stesso uno sbaglio da cui ripartire. Tanto che in Roma-Cagliari della domenica successiva il Totti-day dell'Olimpico ha sancito la vittoria giallorossa grazie ad una doppietta del proprio capitano.

 

ODE A ROMA. "Sono fiero di essere romano. Purtroppo ci sarà sempre invidia tra Roma e Nord. Alcuni politici dovrebbero pensare più al bene dell'Italia e alle cose importanti, e non mi metto a rispondere a gente che nemmeno canta l'inno nazionale". Pietra dello scandalo o dichiarazione d'amore? Semplice risposta ad una delle tante domande dei giornalisti, nulla più. Totti non è un politico, non fa il politico. A differenza di molti "uomini delle istituzioni" che in occasione di qualsivoglia micro-maxi avvenimento in odor di calcio danno fiato alle trombe e pontificano a mezzo stampa.

 

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