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ESCLUSIVA CALCIOMERCATO/ Galeone: Allegri al Milan farà bene. Balotelli? C'è qualcosa che non sappiamo...

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Lei prima dei Mondiali aveva previsto la debacle dell'Italia, si aspettava un Mondiale così nero per gli azzurri?

Mi sorprende come molti addetti ai lavori si siano meravigliati del fallimento degli azzurri. A dire il vero neanch'io mi aspettato una disfatta di queste dimensioni, in un girone con Nuova Zelanda, Paraguay e Slovacchia. Lippi ha fatto le sue scelte, ha voluto portare Camoranesi che quest'anno nella Juventus ha fatto cinque partite da titolare, il mio "Vincenzino" Iaquinta che è stato fermo circa due mesi per infortunio, praticamente ha voluto confermare il blocco Mondiale puntando sui suoi uomini di fiducia. Non voglio parlare del perchè non ha convocato i vari Balotelli e Cassano, piuttosto mi mettevo a ridere quando qualche giornalista parlava di una Nazionale che poteva soltanto migliorare... Le prime avvisaglie si erano già viste sia nella Confederations Cup ma soprattutto nel girone di qualificazione con squadre come Cipro, Irlanda, Bulgaria: ci siamo qualificati nel recupero della penultima partita contro l'Irlanda. La cosa che più mi ha fatto arrabbiare è stato l'atteggiamento di Lippi che ad ogni critica rispondeva sempre nello stesso modo, ovvero che eravamo i Campioni del Mondo. Non solo, dopo la partita persa contro la Slovacchia è arrivato in sala stampa dicendo subito che si assumeva tutte le responsabilità per il fallimento Mondiale. Che discorsi sono? Chi doveva prendersi le responsabilità, mia nonna?

 

La Federazione ha parlato di una carenza dei settori giovanili e ha cercato di aiutare lo sviluppo dei talenti di casa cambiando la regola degli extracomunitari. E' daccordo?

E' dal 1985 che io parlo dello sviluppo del settore giovanile, ma in Federcalcio non hanno mai capito questo nostro problema. Basta guardare i grandi vivai che hanno il Barcellona, l'Ajax, i club inglesi. Noi un tempo eravamo i migliori, parlo degli anni 50'-60' dove il Milan, l'Inter, la Juventus, il Torino sfornavano fior di giocatori, come Trapattoni per esempio. Il Milan lo è stato fino a qualche tempo fa con i vari Maldini, Tassotti, Baresi. Allora nei vivai si insegnava il calcio, i valori, l'educazione, adesso invece si pensa solo a comprare all'estero. I settori giovanili dovrebbero essere affidati a maestri come i vari Trapattoni, Mazzone, gente che ha sempre insegnato il calcio. Loro dovrebbero scegliere gli allenatori giusti per i giovani, ovvero coloro che devono insegnare calcio, a capire quando è il momento di giocare con palla lunga o una corta e non a pensare escusivamente agli schemi 4-3-3, 4-4-2. Bisogna insegnare l'educazione nel mondo del pallone.

 

L'ultima domanda è su Gasperini e Giampaolo, gli altri due "figliocci". Il primo è rimasto a Genova e cercherà di portare il Grifone in Europa, il secondo raccoglie la pesante eredità lasciata da Mihajlovic. Riusciranno a portare a termine i loro obiettivi?

Sono due bravi ragazzi, due allenatori che insegnano a giocare a pallone. Li ho visti lavorare sul campo, in particolare Giampaolo che è stato per due anni il mio secondo. Sono tecnici capaci che danno un'impronta chiara alle loro squadre.

 

(Claudio Ruggieri)

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