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ESCLUSIVA CICLISMO/ Nibali: la strada è lunga ma sarò l'erede di Ivan Basso

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Cosa ne pensa della crisi del ciclismo francese?

Sono fasi di transizione, non si può pensare di avere sempre dei campionissimi, come in passato. Credo comunque che la Francia possa essere competitiva: Chavanel, Voeckler, Pineau non sono di certo dei corridori scarsi…

 

Quali sono i corridori che l’hanno fatta sognare da ragazzino?

Ho sempre seguito con passione gli italiani, da Bugno a Chiappucci, da Pantani a Bartali passando per Ballerini. Le loro imprese hanno accresciuto l’amore per la bicicletta che, innato, era in me.

 

Com’è il suo rapporto con la Sicilia?

Ovviamente d’amore. Ho dovuto lasciarla giovane perché non c’erano le condizioni per praticare ciclismo d’alto livello. Ora è luogo del mio relax quando voglio staccare la spina. Vado a trovare la mia famiglia, gli amici e con loro acquisisco serenità. Mi sento un po’ come gli emigranti del passato: un destino che per molti siciliani è ancora attuale, purtroppo.

 

Hobby di Vincenzo Nibali?

Musica e motori. La prima mi aiuta a concentrarmi e rilassarmi, i secondi mi appassionano per la scarica di adrenalina che ti danno.

 

(Franco Vittadini)



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