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CALCIOMERCATO/ Inter, Balotelli al bivio: a Manchester dovrà crescere

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La risposta è, al tempo stesso, semplice e complessa. Semplice, perché se uno non trova spazio e stima a casa propria, ha il diritto-dovere di poter valutare alternative che lo aiutino a crescere. Complessa, perché una simile operazione presenta controindicazioni di cui tenere conto. La prima, in assoluto, è che i nostri giovani scappati all'estero non hanno mai avuto storie lineari. Clamoroso l'esempio di Antonio Cassano, messo da parte anche nel Real Madrid per aver mantenuto inalterati i comportamenti che lo avevano isolato nella Roma.

 

Significativo quello di Massimo Maccarone al Middlesbrough dove, dopo aver bene cominciato, si è sempre più scontrato con un ostracismo più etnico che tecnico. In questo momento Balotelli è al centro di un derby a Manchester, ed è un bel derby per lui perché – dovunque cadesse – cadrebbe sempre su un materasso accogliente: al City c'è Roberto Mancini, suo primo grande estimatore all'Inter; allo United c'è Alex Ferguson, uno cui pochi possono insegnare come si valorizza un giovane. Se finisse con un trasferimento di questo tipo ci sarebbe ben poco da piangere sulla “fuga di piedi” dall'Italia e la Premier League potrebbe consegnarci più completo e più maturo un giocatore su cui Cesare Prandelli è pronto a scommettere per l'Italia che verrà. E, soprattutto, sarebbe un'opzione che metterebbe Balotelli a nudo con se stesso, ponendolo nella condizione di scegliere se diventare giocatore vero oppure restare eterno adolescente.

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