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CALCIOMERCATO/ Roma, Sensi-Unicredit: accordo raggiunto. La Roma in vendita

Pubblicazione:venerdì 9 luglio 2010

sensi_rosella_pensierosa_R375x255_28ott09.jpg (Foto)

 

LE TAPPE. L'appuntamento è fissato per le ore 18 in Via da Cambiano presso lo studio del professor Cesare Ruperto. L'obiettivo? Mettere nero su bianco l'accordo tra Unicredit e Italpetroli onde evitare il ricorso all'arbitrato. Poco prima dell'ora x arriva il presidente del collegio arbitrale nonché "padrone di casa" Cesare Ruperto che, intercettato dai cronisti, si è subito mostrato ottimista sbilanciandosi sull'incontro che definisce "risolutorio". Fuori dalla palazzina numerosi cronisti ma anche tifosi e gente comune. Nell'attesa è poi apparso un volantino di ringraziamento per la Sensi in cui erano elencati i trofei vinti dalla Roma in questi anni. A poca distanza, quasi per par condicio, uno striscione polemico con la scritta "Tornate a Visso", luogo d'origine della famiglia Sensi. Mentre all'ingresso del complesso residenziale staziona una volante della polizia per monitorare la situazione.

 

Ore 18: ancora non si vedono i diretti interessati e infatti di lì a poco si apprende che Rosella Sensi si trova in zona Parioli presso lo studio legale dell'avvocato Carbonetti, rappresentante di Unicredit, per lavorare agli ultimi dettagli dell'accordo, tra cui alcune proprietà immobiliari. Verso le ore 20.15, al termine del mini-summit con gli uomini della banca, la presidentessa giallorossa sale in auto e raggiunge lo studio del professor Ruperto dove nel frattempo sono arrivati anche Piergiorgio Peluso, a.d. di Unicredit Corporate Banking e Paolo Fiorentino, deputy ceo dell'istituto bancario. Poi i legali di una parte e dell'altra ma anche Marco Staffoli, marito di Rosella Sensi. L'incontro ha inizio intorno alle 20.30.

 

Ore 21: Un piccolo intermezzo di colore allieta l'attesa di tifosi e cronisti presenti all'esterno dello studio. Dal piano superiore dell'ufficio del professor Ruperto qualcuno ha calato una bandiera della Lazio. Giornalisti e tifosi, testimoni del curioso accadimento, sollecitano l'avvocato Antonio Conte, legale della famiglia Sensi, a rimuovere il vessillo biancoceleste e lui senza esitazione scioglie la bandiera e la butta di sotto. "Mi sarei vergognato se non l'avessi fatto" ha poi detto l'avvocato.

 

Ore 22: l'accordo è stato siglato e viene annunciato alla stampa prima attraverso le parole dei protagonisti, poi tramite un comunicato diramato da Compagnia Italpetroli riportante i dettagli dell'intesa che, comunque, sarà meglio definita entro il 20 luglio. Uscendo dalla palazzina Rosella Sensi non si sottrae ai cronisti e dichiara che "quest'accordo è stato raggiunto con il consenso delle parti, ma soprattutto nell'interesse di salvaguardare la As Roma che è un qualcosa che appartiene alla città e a cui noi tutti teniamo molto". Insieme alla dottoressa Sensi esce anche il numero 2 di Unicredit Paolo Fiorentino che registra la soddisfazione delle  parti e ribadisce che "tutti abbiamo voglia di valorizzare gli asset, compresa la Roma che è quello di maggiore interesse". Con l'intesa siglata da Unicredit e Italpetroli è ormai ufficiale: l'era Sensi volge al termine.

 

(mar.fat.)



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