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SUPERCOPPA/ Una Roma sciupona lascia il trofeo a Milano. Ma si riparte da alcune certezze

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Tra i pali c'è Lobont ma il romeno non convince per niente e incrementa subito la nostalgia del popolo giallorosso per Julio Sergio, il più affidabile del clan Ranieri. La difesa ha lavorato a fasi alterne, con troppe disattenzioni (fatali) in zona centrale, ma anche ottimi suggerimenti sulle corsie laterali grazie ad un Cassetti ringiovanito e al solito Riise iperattivo. Il centrocampo ha retto bene sotto la spinta dell'immortale Pizarro. Una volta che il Pek, evidentemente non al meglio, ha chiesto il cambio, i meccanismi giallorossi hanno cominciato a singhiozzare e così anche i palloni per l'attacco sono diminuiti. Nonostante capitan Totti abbia sfoderato ottimi colpi da manuale e Menez abbia ribadito la propria voglia di stupire.

 

Non è tutto da buttare, anzi. Una Roma del genere ha tenuto sotto scacco i nerazzurri per svariate frazioni di gioco e ha mostrato che, oltre ad un organico consolidato, ha una buona dose di personalità pronta per il 2010-2011. Ora bisogna ritrovare la cattiveria e la concretezza necessarie per non buttar via partite d'oro come quella di ieri e come il big match con la Sampdoria che pochi mesi fa ha infranto i sogni scudetto giallorossi. Nella spasmodica attesa che Adriano torni ai suoi livelli. E che la Roma non sia più l'eterna seconda.

 

(Marco Fattorini)



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