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SERIE A/ Riparte il Campionato: caccia aperta all'Inter

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LE ALTRE Chi ha fatto i maggiori passi in avanti è il Palermo. La squadra è quella dell'anno scorso, ha perso Kjaer ma ha comprato Glik, di cui si parla un gran bene, e davanti ci sono Pinilla (stagione spettacolare a Grosseto prima dell'infortunio) e Maccarone ad aggiungersi all'ormai bandiera Miccoli: sapranno non far rimpiangere Cavani? Il giochetto dovrebbe funzionare: dopo la Champions appena sfiorata a maggio, quest'anno l'obiettivo è entrare nelle prime quattro. Il Napoli, per l'appunto, si è mosso poco ma bene. Cavani e Lucarelli (notizia dell'ultim'ora, dopo un tira e molla infinito con il Parma e il giocatore) arricchiscono e rinforzano un reparto orfano di Denis. Per il resto è cambiato poco, se non che Mazzarri ha un anno di esperienza e di conoscenza del gruppo in più. La Sampdoria riparte da Di Carlo e, nel momento in cui scrivo, dal tentativo di remuntada nel preliminare di Champions League, dopo aver perso l'andata di Brema. Stessi effettivi dell'anno passato, se ne sono andati Marotta e Delneri che tanto bene hanno fatto, sono rimasti i corteggiatissimi Cassano, Pazzini e Palombo: da loro, ancora una volta, passeranno i destini dei blucerchiati. In porta Curci è chiamato a consacrarsi da ormai troppo tempo ma è un buon portiere; sono tornati Zauri e Stankevicius. A parte questo, non si è mosso nulla. Se la Samp accederà ai gironi di Champions, il doppio impegno potrà essere troppo massacrante e destabilizzante. Dura che ripetano l'impresa dell'anno scorso. Restando in Liguria, il Genoa è indiscutibilmente la regina del mercato: Eduardo, Rafinha, Zuculini, Veloso, Ranocchia, Toni: nomi importanti con più di un motivo per fare bene. Preziosi (spendendo anche poco: chapeau) ha consegnato a Gasperini un gruppo che unisce giocatori esperti a giovani promesse. Il problema più grande sarà l'inserimento degli stranieri, ma all'occorrenza i vari Marco Rossi, Kharja (importante il suo recupero) e Palladino sapranno farsi trovare pronti. Sarà sufficiente a guadagnarsi l'Europa League? Di sicuro, ci sarà da divertirsi. In ultimo, la Fiorentina: dopo aver perso Prandelli, chiamato dalla Federazione a risollevare gli ex campioni del Mondo, Corvino ha stupito un po' tutti, dimostrandosi stranamente immobile. E sì che la Viola ha i suoi problemi: come se non bastasse la squalifica di Mutu (che tornerà a novembre ma sembra essere un separato in casa) a inizio estate Jovetic, l'uomo della Provvidenza nei calcoli di Mihajlovic, si è gravemente infortunato: out almeno fino a marzo/aprile. Nonostante ciò, e se si esclude D'Agostino, comunque acquistato mesi fa, non è arrivato nessuno. Si va avanti con gli stessi, con le chiavi del gioco che saranno affidate a Montolivo (promosso capitano) e la fantasia a Ljajic, chiamato a fare il salto di qualità. Davanti, Gilardino è parso appannato nel finale della scorsa stagione: senza i suoi gol la Fiorentina, già così non troppo affidabile, non andrà lontano. Un pronostico per chiudere: chi sarà il Bari di quest'anno? Chi oltrepasserà le aspettative? Suggerisco il Cesena: ottimo gruppo, giovani molto interessanti, un paio di acquisti mirati e tanto entusiasmo. Anche senza mister Bisoli, straprotagonista della doppia promozione.

 

(Claudio Franceschi)

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