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BAGGIO NAZIONALE/ Caro Roby, sarai solo il parafulmine di Abete

Pubblicazione:martedì 3 agosto 2010

Abete, presidente della Figc (Foto Ansa) Abete, presidente della Figc (Foto Ansa)

BAGGIO NAZIONALE PERCHE' NO-  Sembra di assistere a un clima da campagna elettorale con proclami e interventi spot. Il presidente Abete dopo la disfatta sudafricana ha preso due decisioni molto simili con l’intenzione di recuperare il favore popolare. La prima mossa è stata quella di limitare le trattative per gli extracomunitari, cercando di risolvere il problema sportivo (l’Italia a picco), partendo da una decisione di tipo meramente politico. La seconda mossa è quella di inserire nell’organico della Federazione alcuni pezzi da novanta per risollevare il buon nome della nazionale. In questo caso lo specchietto per le allodole si chiama Roberto Baggio, in passato amato e poi dimenticato dai vertici azzurri.

 

Il Divin Codino non avrebbe dovuto accettare l’incarico, anche perché con questa nomina Abete e soci si tirano fuori da ogni logica di responsabilità Concretamente, invece, sappiamo bene che la scelta del numero 10 di Caldogno non può influire sulle sorti degli azzurri. 


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COMMENTI
03/08/2010 - Zanardini, mi spiace ma ha ragione Montini. (Giuseppe Crippa)

Caro Zanardini, non so se la sua opinione sia prevalente nella redazione sportiva de Il Sussidiario, ma sono convinto che la maggioranza dei lettori non la condivida. Magari lo verifichi con un sondaggio... Roberto Baggio ha dimostrato ampiamente di avere carattere: otterrà dei risultati se potrà lavorare, altrimenti se ne andrà. Lui non ha certo bisogno della Federazione, semmai la Federazione ha bisogno di lui (e di Gianni Rivera).