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ESCLUSIVA CALCIOMERCATO/ Inter, Nani (ex West Ham): Balotelli? Giusto venderlo a quelle cifre. Il suo erede? Si chiama Tassi

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Balotelli con Mancini: di nuovo insieme? (Foto Ansa)  Balotelli con Mancini: di nuovo insieme? (Foto Ansa)

CALCIOMERCATO INTER - Il calcio italiano, dopo il deludente Mondiale sudafricano, ha voltato pagina cercando di investire maggiormente sul settore giovanile. La Figc ha rivisto la legge sugli extracomunitari, limitandone l'acquisto ad una sola unità. Intanto il calciomercato in Italia è praticamente fermo, con l'Inter che sembra essere vicina alla cessione di Balotelli. Di questo e di altro ne abbiamo discusso, in esclusiva per Il Sussidiario.net, con Gianluca Nani, ex direttore sportivo di Brescia e West Ham, oggi consulente di mercato delle "Rondinelle".

 

Nani, in molti parlano di un mercato strano, senza soldi e senza idee, lei è d'accordo?

Secondo me il mercato in Italia è lo stesso da dieci anni: tutti dicono che non ci sono soldi ma vedrete che in chiusura di calciomercato le grandi squadre faranno i loro colpi. Adesso si sono mosse benissimo il Genoa ed il Napoli. Il nostro calcio sta andando incontro ad una forte recessione. Questo è dovuto ai tanti investimenti sbagliati nel corso degli anni, quando si spendeva troppo. Adesso bisogna essere sempre distaccati e oculati nelle operazioni.

 

Lei quando era dirigente del Brescia ha lanciato e venduto molti giovani talenti come Pirlo, Toni, Hamsik. Che ne pensa della volontà dell'Inter di cedere Balotelli al Manchester City?

L'Inter ha grandi dirigenti ed un direttore sportivo in gamba, quindi sanno bene cosa fare. Balotelli è un grande talento, un giocatore che ha la stoffa del campione. A quelle cifre (si parla di 35 milioni di euro n.d.r) un giocatore va venduto, almeno secondo il mio punto di vista.

 

Dopo il flop Mondiale il calcio italiano ha riscoperto l'importanza dei settori giovanili. La prima mossa della Figc è stata quella di ridurre il numero di extracomunitari acquistabili in una stagione, passando da due a uno. Cosa ne pensa?

Questa è una grande ipocrisia. Si parla sempre di globalizzazione ed invece mettiamo in pratica leggi discriminatorie. Non capisco che differenza possa esserci tra una squadra di extracomunitari ed una di comunitari ma non italiani. Io abolirei questo limite, anzi aprirei completamente le porte a tutti gli extracomunitari. Noi sbagliamo perchè pensiamo che un extracomunitario possa togliere il posto ad un calciatore italiano forte, invece chi perde il posto è l'italiano scarso.

 

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