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CHAMPIONS LEAGUE/ Il catenaccio condanna la Roma

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Nel frattempo l'undici di Ranieri si è compresso sempre più nella propria metà campo, incapace di ripartire, tardivo nel contropiede, sorpreso dal pressing degli avversari. Julio Sergio ha mantenuto intatto il sogno del pareggio finchè ha potuto ma, di fronte al capolavoro balistico di Muller, anche il portiere brasiliano ha dovuto arrendersi. Una Roma ormai ferita e spenta ha provato a reagire con Borriello (pimpante ma sciupone) che però ha sprecato un'altra palla gol. Occasione che pochi minuti dopo non si è lasciato sfuggire Klose, il bomber di tutte le stagioni, nel bel mezzo dell'area giallorossa.

 

La Roma in formato Champions non ha convinto i romanisti nè tantomeno gli avversari. Van Gaal in primis: "il calcio italiano non mi piace: la Roma gioca come l'Inter, dieci uomini dietro la palla", esattamente la politica della difesa ad oltranza che la Roma ha adottato sin dai primi minuti."Abbiamo rispolverato il vecchio catenaccio", ammette Francesco Totti con un briciolo di amarezza. "Ci è mancata la rapidità di gioco, dovevamo tenere palla e farli girare a vuoto", dichiara Claudio Ranieri che comunque si dice "soddisfatto di quello che ho visto". Il tecnico giallorosso ribadisce che "la Roma c'è", anche se ora da stampa e tifosi si leva più di un mal di pancia per le ultime scelte tecniche che non hanno risollevato la squadra.

 

D'altronde ai giallorossi è mancato quel raccordo fondamentale tra reparti che non ha permesso ai giocatori capitolini di superare le barricate della metà campo. Eppure in quelle rare (e mal sfruttate) occasioni, i vari Cassetti, Rosi e Borriello hanno dimostrato che una Roma offensiva aveva personalità e, non diciamo un'esagerazione, avrebbe potuto anche far gol. Perrotta e Brighi hanno aggiunto lavoro e sacrificio a centrocampo ma non sono riusciti a lanciare ponti verso l'attacco mentre Jeremy Menez scaldava la panchina troppo a lungo e osservava da bordo campo le ripetute offensive tedesche. Ben lungi dal presentarsi in assetto da guerra, la Roma dell'Allianz Arena ha scelto la legittima difesa a oltranza. Nonostante i gol, nonostante la realtà.

 

(Marco Fattorini)

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