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ESCLUSIVA TORINO NOVARA/ Jimmy Fontana: Una vita al Toro, oro paro per il miracolo Novara

Pubblicazione:sabato 18 settembre 2010

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Nel 2009 Fontana ha scelto il progetto del Novara, mettendosi a disposizione dell’allenatore. Di lui mister Attilio Tesser ha elogiato la capacità di sposare gli interessi personali con quelli del gruppo. Ha sempre avuto dei buoni rapporti con i colleghi di reparto e in alcuni casi è nata anche un’amicizia come con l’estremo difensore albanese Samir Ujkani: «Sono l’unico italiano che fa da badante a un albanese... Samir è giovane e in giro non vedo, alla sua età, portieri più forti». Il segreto del Novara di oggi? Si chiama «continuità». Merito della «forza di gruppo» e soprattutto della società che, dopo «il grosso investimento nel 2009, nell’estate 2010 ha respinto le richieste per i giocatori più rappresentativi. Secondo me non c’è differenza tra Lega Pro e serie B». Se il Novara viaggia spedito, lo stesso discorso non si può dire del Torino. Fontana preferisce non si sbilanciarsi, ma ha chiara la premessa dalla quale partire: «Quello che si fa a Novara, non si può riproporre a Torino dove l’ambiente è più difficile e tanti rischiano di perdersi». A 36 anni non è scontato avere sempre voglia di giocare, ma le motivazioni bisogna anche saperle scovare nel quotidiano. «A me piace allenarmi e vincere le partite d’allenamento: così trovo gli stimoli per rimanere vivo. Ho visto giocatori che a trent’anni hanno la pancia piena e la sindrome da prepensionamento». La serenità dentro e fuori dal campo è frutto anche della famiglia («ho conosciuto mia moglie prima di incominciare a giocare e sono sicuro che il nostro rapporto non sia stato inficiato da altro») e della fede, anche se l’ambiente del calcio, nonostante «i segni di croce che si vedono prima di ogni partita», non è proprio così vicino. Non solo calcio agonistico, non solo sport. Mantiene aperta una finestra sul mondo, perché da grande non pensa di fare l’allenatore o il preparatore dei portieri. Ecco allora che ha ideato un marchio di vestiti, ha aperto un bar e ha fatto nascere una scuola calcio per portieri: «Quando smetterò, resterà la mia parte di campo».

 

(Luciano Zanardini)



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