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ROMA INTER/ Bentornata Roma (e Vucinic): ora inizia la corsa scudetto!

Pubblicazione:domenica 26 settembre 2010

Vucinic festeggia a fine gara (Foto Ansa) Vucinic festeggia a fine gara (Foto Ansa)

 

In cabina di regia ha preso posto l'insostituibile Pizarro che, contro la sua ex squadra, ha nuovamente tirato fuori i numeri da prestigiatore. Proprio lui che dall'alto della sua statura non certo esagerata, si è sbarazzato palla al piede di due, tre avversari a pochi passi dall'area giallorossa. Il tutto senza leziosismi o ostentazioni, ma solo con l'intento (e il risultato) di far ripartire la squadra e renderle il consueto servizio. Chi di leziosismi se ne intende è invece Jeremy Menez, capace di scatenare coccole e imprecazioni del pubblico giallorosso nel giro di pochi secondi. Lui che contro l'Inter ha innescato decine di azioni sulla fascia, facendo impazzire un Chivu nervoso e costretto agli straordinari. Ebbene questo Menez capace di correre, saltare e dribblare si è spesso perso nelle sue meravigliose azioni senza concludere nè finalizzare. Un peccato? Sì, ma va benissimo così perché in ogni partita che passa il numero 94 cresce sempre di più, dimostrando (se ce ne fosse ancora bisogno) che ha tutti i numeri per arrivare a 100 e convincere anche i più scettici.

 

Passando poi per l'infaticabile Perrotta, il leone Borriello e il silenzioso ma fondamentale De Rossi, la Roma di sabato sera ha incorniciato una prestazione di abnegazione e grinta, allontanando da sè la parola stanchezza, respingendo gli spettri di Cagliari, Monaco e Brescia. Pochi pensieri, tante azioni, ripartenze in velocità e cambi di gioco, il tutto davanti ad una compagine di livello intercontinentale quale l'Inter di Benitez. Una rondine non fa certo primavera, a maggior ragione dopo la pioggia che è scesa sabato sera. Però una partita del genere può cambiare completamente l'umore di una piazza e la rotta di una squadra che ora, rinvigorita dall'affetto del suo pubblico e dalle motivazioni dei suoi uomini migliori, è pronta a scalare la classifica.

 

(Marco Fattorini)



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