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CALCIOMERCATO/ Il Milan e il fulminante contropiede di Silvio

Il cavaliere ha sparigliato le carte. Dopo aver “tirato il fiato” e seminato nelle nuove elite del calcio russe e arabe, ha riportato i rossoneri nella condizione di recitare un ruolo da protagonisti

Berlusconi_ContestatoreR375.jpg (Foto)

CALCIOMERCATO MILAN - Garcia Marques potrebbe farci un bel racconto: il cavalier Berlusconi, la politica, la finanza, il Milan e i cronisti sportivi disattenti. C'è stupore, irritazione o entusiasmo (a seconda dei casi personali) per il rush finale del premier-presidente nella campagna del calciomercato estivo. La risposta di un uomo molto attento alle cose berlusconiane, come il finanziere-editore Tarak Ben Ammar, è sempre immaginifica e sempre uguale da due anni a questa parte: "Nothing of news on the West Front". Cioè, niente di nuovo sul fronte occidentale, il libro cult di Remarque, diventato una grande metafora della vita. Silvio Berlusconi non è un "politico di razza", ma è un grande esperto di marketing e di commerci. E da quando la politica è passata, per dirla alla Cossiga, "da Shakespeare ai Baci Perugina", il Berlusca è diventato in Italia come il "migliore" ed è capace di scombussolare tutto il "quadro", come si diceva un tempo, con incursioni, ripartenze e contropiedi micidiali. L'acido cronista sportivo del Corriere della Sera (che a stento colpisce la palla con la punta del piede) ha riscoperto la sinergia calcio-politica, o calcio-consenso nella campagna acquisti del cavaliere, dopo aver predicato per anni il ridimensionamento milanista. Per tutta l'estate, da "Sky" a Telelombardia, si sono costruite trasmissioni ad hoc, quasi irridenti, per dimostrare che Berlusconi era ormai in uscita dal calcio (le bizze di Marina e Piersilvio) e in distonia profonda con il Milan. Poi, con una virata improvvisa, tutti quanti hanno cominciato a fare una improvvisa retromarcia: ha comprato Ibrahimovic ? Si va a votare entro quattro mesi; compra anche Robinho? Sono pronte le urne. In realtà non si può giudicare in modo così schematico Berlusconi. Il cavaliere è veramente un personaggio complesso di questa confusa epoca italiana. Lui non è "innamorato" della vecchia "aristocrazia" politica, ma è un devotissimo discepolo del successo e del successo-potere. Ma a tutto tondo: nel fare imprenditoria, nell'essere protagonista dei "circenses", nel contare nel mondo della finanza e di quel "salotto", un tempo "buono", che lo ha sempre respinto, nel dimostrare che oggi la politica è una sorta di azienda, neppure tanto complessa a suo giudizio, da far funzionare bene. Nella sua visione di successo il cavaliere è molto attento che tutte le componenti vadano bene, anche se qualche volta occorre "tirare il fiato".

 

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COMMENTI
03/09/2010 - Quanto entusiasmo per 3 punti con il Lecce! (Giuseppe Crippa)

Dopo aver letto con interesse questo articolo di Gianluigi Da Rold, davvero ricco di spunti, sono passato a riguardarmi il curriculum dell’autore, per verificare se avesse dichiarato a suo tempo una fede milanista, cosa che mi avrebbe consentito di giustificare benevolmente il suo entusiasmo, a mio avviso prematuro ed eccessivo. Non avendo trovato alcun accenno alla sua fede calcistica, non mi resta che pensare che l’entusiasmo sia riposto non nella squadra ma soltanto nel suo presidente. Il Milan non ha ancora vinto né campionato né Champions 2011, alcuni dei suoi campioni hanno muscoli di seta ed i suoi centrocampisti e difensori sono da torneo “over 35” o quasi… Se i figli illegittimi di Gianni Brera non ne hanno cantato le gesta, è solo perché queste gesta il Milan non le ha ancora compiute e secondo me non le compierà.