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Calcio e altri Sport

CALCIOMERCATO/ Il Milan e il fulminante contropiede di Silvio

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Finché sarà suo "Il Milan deve andare bene". La squadra può avere momenti di pausa, deve necessariamente guardare il bilancio secondo le nuove normative Uefa, che molti hanno scoperto solo quest'anno. Può essere anche oggetto di un nuovo assetto proprietario da calibrare nel tempo. Ma nella sostanza, il "Milan deve andare bene". Del resto, per i "ludi", si sono indebitati a suo tempo Licinio Crasso, Giulio Cesare e Pompeo Magno, figlio di Pompeo Strabone. Figurarsi se Berlusconi non conosce queste regole, non dico i personaggi della antica repubblica romana. Quindi, durante questi due anni, dopo aver sostenuto vari attacchi di carattere giudiziario, vari e improvvisi "ripensamenti" dei suoi alleati, variegate dichiarazioni di "signore e signorine" di bella presenza e di complicata moralità, attacchi dalla sua stessa ex-sposa e dai vecchi nemici coinvolti nella "guerra di Segrate", cioè l'affare Mondadori", Berlusconi ha cercato di respirare sul Milan, cercando anche qualche appoggio (russo, arabo o italiano) per il futuro assetto proprietario. Si aggiunga che, in materia calcistica, l'accoppiata Romano Prodi-Guido Rossi (con la consulenza dell'impareggiabile Borrelli) l'aveva anche colpito duro con la questione, piuttosto confusa, di "calciopoli". Il cavaliere ha eretto una sorta di linea Maginot, più intelligente di quella dello sfortunato generale Gamelin, e ha resistito. Poi, sotto traccia con l'abilità del venditore, ha cominciato il suo contrattacco. Sistemata provvisoriamente la politica, cementata la sua situazione finanziaria, con l'asse con Cesare Geronzi e l'ingresso della figlia Marina in Mediobanca, varato Mediaset Premium (con successo) l'attacco a Sky e tenuta sotto controllo la "marea giudiziaria", Berlusconi ha ripensato al Milan. Innanzitutto ha messo in piedi un accordo con gli arabi del Golfo, di "Fly Emirates" che molti hanno sottovalutato. Ha pure tenuto conto dei russi, non solo con "l'amico Putin", ma anche sfruttando qualche relazione non troppo marginale tra qualche personaggio dell'Eni e gli ex sovietici. Ha seminato insomma nel nuovo "salotto" internazionale della finanza che investe nel "soccer", nei "circenses" moderni. In futuro, queste relazioni intrecciate, ma nitidissime, potrebbero portare alla costituzione di una finanziaria internazionale che potrebbe acquistare prima un pacchetto di minoranza e poi di maggioranza del blasone-Milan, garantito da una presenza della famiglia Berlusconi. Ha stabilito pure buone relazioni con uno scaltro e abile procuratore, Mino Raiola, che sembra la "new entry" dei nuovi grandi affari.

 


COMMENTI
03/09/2010 - Quanto entusiasmo per 3 punti con il Lecce! (Giuseppe Crippa)

Dopo aver letto con interesse questo articolo di Gianluigi Da Rold, davvero ricco di spunti, sono passato a riguardarmi il curriculum dell’autore, per verificare se avesse dichiarato a suo tempo una fede milanista, cosa che mi avrebbe consentito di giustificare benevolmente il suo entusiasmo, a mio avviso prematuro ed eccessivo. Non avendo trovato alcun accenno alla sua fede calcistica, non mi resta che pensare che l’entusiasmo sia riposto non nella squadra ma soltanto nel suo presidente. Il Milan non ha ancora vinto né campionato né Champions 2011, alcuni dei suoi campioni hanno muscoli di seta ed i suoi centrocampisti e difensori sono da torneo “over 35” o quasi… Se i figli illegittimi di Gianni Brera non ne hanno cantato le gesta, è solo perché queste gesta il Milan non le ha ancora compiute e secondo me non le compierà.