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MILAN/ Caso Ibrahimovic, i grandi ex bocciano Seedorf e premiamo Allegri

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Zlatan Ibrahimovic, attaccante Milan (Foto Ansa)  Zlatan Ibrahimovic, attaccante Milan (Foto Ansa)

MILAN – Hanno destato scalpore le dichiarazioni rilasciate da Clarence Seedorf al termine dell’incontro fra l’Ajax e il Milan di martedì sera. L’esperto trequartista olandese, prendendo il microfono a fine gara, ha confessato la sua amarezza nei confronti del gioco rossonero, troppo Ibra-dipendente. In realtà non sembrano in molti a pensarla come Mr. Champions.

 

Fra i grandi ex-rossoneri intervistati dal Corriere dello Sport, l’idea comune è che la vittoria ha la priorità, indipendentemente dal bel gioco o meno: «Ibra è un valore aggiunto che qualsiasi squadra vorrebbe avere – dice l’ex capitano Franco Baresi - E’ un finalizzatore eccezionale, anche se mi sembra abile e capace di adeguarsi a molteplici variabili di gioco. Si è visto in occasione dei due ultimi gol segnati. Contro il Genoa ha fatto centro sfruttando un lancio a lunga gittata di Pirlo. Ad Amsterdam il gol è arrivato al termine di un’azione manovrata con l’assist vincente di Seedorf». Questo invece il pensiero di Evani: «Certo, il gioco palla a terra è il più bello da vedere. Ma poi bisogna concretizzare, fare il risultato. Sono d’accordo con Galliani quando dice che il Milan non è un parco-giochi: è necessario vincere, bisogna pensare alla sostanza. Una cosa è certa: Ibra e Seedorf sono due grandi campioni che possono tranquillamente convivere in questo Milan. Adattandosi, comunque, alle esigenze della squadra. Su questo non ci devono essere mai dubbi».

 

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