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JUVENTUS ROMA/ Esclusiva Rivera: Del Piero e Totti, le bandiere stanno a guardare

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Quest’anno sono stati accontentati e non possono, quindi, lamentarsi: i giocatori perché sono impiegati di meno, l’allenatore perché ha più scelte da fare. Il caso eclatante di Marchetti evidenzia anche una difficoltà nel rapporto dei tesserati con le loro società d’appartenenza. «Non ho elementi per giudicare i singoli casi, ma i calciatori – continua Rivera – sono tutelati, hanno gli strumenti per essere tutelati». Nel suo nuovo incarico (presidente del settore giovanile e scolastico della Figc, nda) che realtà ha incontrato? «Mi ritrovo in un ambiente (il mondo del calcio) che conosco, mentre il sistema Federcalcio adesso lo sto conoscendo in modo diretto; più avanti mi farò un’idea». Per il settore giovanile bisogna lavorare sul lungo periodo: «I risultati – chiosa Rivera – si vedranno nel tempo. Adesso dobbiamo creare il terreno perché i giocatori si possano divertire: non ci sono le tensioni dei massimi livelli». A volte, però, anche il calcio giovanile è vittima di alcuni episodi di violenza, «un po’ per colpa dei genitori, un po’ per colpa dei dirigenti che vogliono vincere a tutti i costi». 

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