BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CALCIOMERCATO/ Sampdoria, Garrone, i finanziatori, i figli e l'addio sempre più vicino

E' caos in casa blucerchiata: all'orizzonte il possibile addio del petroliere

Garrone in un momento di festa (Foto Ansa) Garrone in un momento di festa (Foto Ansa)

La tattica è semplice. Appena qualcuno alza la voce, tu minacci di mollare tutto. In Liguria sembra un metodo collaudo, visto che nel giro di una settimana entrambi i presidenti dei più gloriosi e importanti club della regione hanno fatto la stessa mossa. I tifosi contestano e rumoreggiano e loro, con conferenze stampa fiume, fanno sapere che sono pronti a togliere il disturbo. Che l’addio di Pazzini alla Sampdoria avrebbe scatenato una mezza sommossa di piazza, era cosa che anche chi non bazzica a Bogliasco sapeva bene che sarebbe avvenuta. E così, dopo che la stampa locale ha iniziato a criticare le scelte della proprietà mentre i tifosi non capivano più quale fosse l'obiettivo della dirigenza Garrone, ecco che il numero uno del Doria scende in Liguria in tutta fretta, recuperando a tempo di record dall’influenza che lo aveva tenuto bloccato nei giorni scorsi. “La corda è tesa e ci vuole poco perchè si spezzi. Se qualcuno non è contento di come stiamo lavorando e ha la memoria corta io mollo tutto” ha tuonato il petroliere.

Garrone ha ragione però fino a un certo punto. C’è da dargli atto che ha salvato un club sull’orlo del fallimento e lo ha portato fino a respirare il profumo d’Europa. Poi? Qualcosa sembra essersi rotto e qualcuno ha cominciato a fare pressioni per rientrare dai debiti che la società aveva accomulato nell’ultimo anno. Alcuni finanziatori del Doria, soprattutto provenienti da ambienti milanesi, hanno fatto sapere che volevano rientrare dagli investimenti. Si spiegano così la cessione di Marilungo e di Pazzini, il taglio dell’oneroso ingaggio di Cassano e fra poco, salvo sorprese, l’addio di Ziegler in partenza verso Roma, sponda Lazio. Ma c’è di più.