BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Calcio e altri Sport

BASKET/ Milano, Peterson: "Sono qui per vincere, non potevo dire di no alla mia Olimpia"

Peterson neo allenatore dell'Olimpia (Foto Ansa)Peterson neo allenatore dell'Olimpia (Foto Ansa)

È il presidente dell’Armani Jeans Proli a rivelare alcuni retroscena dell’esonero di Bucchi. La sconfitta di Cantù è stata la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso piuttosto pieno. Il seme del dubbio nella testa di Livio Proli è stato piantato dalla sconfitta senza appello in quel di Siena e dalla partita buttata alle ortiche in eurolega contro Lubiana quando uno dei tantissimi black-out offensivi dell’era Bucchi condannava l’Olimpia a una sconfitta evitabilissima. L’atteggiamento e l’approccio dei giocatori contro Cantù hanno fatto il resto. Il resto è lo show del primo giorno di Peterson che predica alcuni concetti semplici: “non farò rivoluzioni” è il primo mantra del coach, il secondo è “sputare sangue” e “giocare insieme”.

 

D’altronde il nano ghiacciato ci tiene a precisare che “non è tornato per sé”: “potevo stare a casa con il telecomando ma ho sentito la responsabilità verso l’Olimpia” e “il richiamo della foresta”. La scintilla con Proli secondo le parole dello stesso presidente è scattata “in due secondi e mezzo”. I dettagli tecnici svelati da Peterson sono pochi come è naturale per un allenatore che non ha ancora svolto un singolo minuto in palestra con i ragazzi. Su Finley ribadisce l’idea che non è un play puro ma un “giocatore perimetrale” e che occorre metterlo in condizione di fare quello che sa fare; sulla partita di domani contro Caserta rivela che nel primo quarto farà giocare tutti i giocatori per rompere il ghiaccio.