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PAGELLE/ Sampdoria-Torino (1-2): i voti, la cronaca, il tabellino (settima giornata)

Pubblicazione:sabato 1 ottobre 2011

Rolando Bianchi (Foto: ANSA) Rolando Bianchi (Foto: ANSA)

LE PAGELLE DI SAMPDORIA-TORINO (RISULTATO 1-2): I VOTI, LA CRONACA, IL TABELLINO - Sampdoria-Torino finisce 1-2. Copione meritevole di palcoscenici più prestigiosi. Pirati e tori prestano fede alle rispettive storie ed ambizioni illustri offrendo una disputa appassionante, magari non ricca di occasioni ma agonisticamente eccelsa. Ad un primo tempo di marca blucerchiata ha fatto seguito una ripresa in cui il Toro ha sfruttato la stanchezza avversaria per incornare in contropiede, facendo leva sulla qualità del pacchetto offensivo.
SINTESI PRIMO TEMPO: Folla delle grandi occasioni a Marassi per una sfida dal sapore di Paradiso. I liguri, sospinti dalla bolgia dantesca sugli spalti, partono a razzo sfiancando i portatori di palla opposti con un pressing asfissiante. Non ne scaturiscono trame euclidee ma la pressione è continua: sull’ennesimo spiovente (di Semioli) il difensore Costa svetta solingo in zona cirro-cumuli ed insacca infiammando la Lanterna. La Samp mantiene alta la guardia arrembando sugli esterni (lo stesso Semioli e Foggia), che maramaldeggiano sulle corsie ben supportati dalla cerniera centrale Palombo-Obiang. Ma il calcio, si sa, rifugge la logica. Al primo vero tentativo il Toro coglie un’insperata perla nel mar Ligure: Stevanovic, diamante grezzo scuola Inter, affonda e centra da destra, il romeno Suciu ben appostato in area batte al volo e infila l’incolpevole Costa. Il pareggio apparentemente non scuote il Doria ma si rivelerà una mazzata decisiva.
SINTESI SECONDO TEMPO: ella ripresa infatti il Toro si fa più accorto e granitico dietro dove s’innalza possente il muro Di Cesare-Ogbonna. La Samp, dopo l’arrembaggio del primo tempo, perde progressivamente brillantezza (oltre che Foggia per infortunio), e i granata, lentamente ma inesorabili, prendono in mano il pallino del gioco. e alla fine arriva Rolando: il paladino di Ventura colpisce a morte al primo colpo, recapitando in fondo al sacco la preda dignitosamente servitagli dallo scudiero Antenucci. La nave doriana si riassesta con le energie residue per organizzare il forcing finale: tutto inutile, i cambi impoveriscono la qualità della manovra e la roccaforte piemontese ribatte colpo su colpo. Cavalieri della tavola granata corsari nei mari del Nord: complimenti ad entrambe le compagini, è stata partita vera anche se non spettacolare. Tre punti a Ventura, tormenti della sconfitta per Atzori, che dovrà lavorare per capire quale può essere l’assetto migliore per sfruttare tutte le bocche da fuoco a disposizione: in un mare di opportunità spesso più che aiutati si corre il rischio di rimanere confusi.


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