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GOLF/ Siamo una nazione di grandi campioni senza una base veramente forte. Parla Golob (esclusiva)

Francesco Molinari (foto Ansa) Francesco Molinari (foto Ansa)

Si è certamente un buon momento, con Stefania Croce e Giulia Sergas che si sono collocate a un buon livello del golf mondiale e sono andate sul podio all’Open Sicilia 2011. Poi c’è la nostra numero 1 Diana Luna. Peccato che non ci sia stata per lei molta considerazione e non sia stata convocata per la Solheim Cup 2011.

Anche qua mi potrebbe stilare la sua personale classifica delle migliori giocatrici al mondo?

Anche qui c’è molto equilibrio al vertice, al di là della prima nel ranking mondiale, la fortissima Yani Tseng. Di certo c’è da rilevare la presenza di cinque giocatrici dell’estremo oriente nelle prime sette posizioni. E la presenza soprattutto delle atlete coreane che dimostrano di essere molto competitive nel golf attuale.

Dove sta andando il golf italiano?

L’esplosione per il momento non c’è ancora stata, visto che i praticanti sono solo centomila. Devo dire che siamo ancora il fanalino di coda del movimento del golf internazionale. Dobbiamo ancora fare molta strada.

Non pensa che un modo perché questo accada sia introdurre il golf nelle scuole?
Potrebbe essere un’idea, ma il problema è che il golf non è sport praticabile facilmente. Non basta infatti una palestra. Per trovare un campo da golf bisogna andare in luoghi distanti dalle città. Non è il modo più semplice per dei ragazzi di quindici anni che per praticarlo quindi devono ogni volta essere accompagnati.
Golf e Olimpiadi, cosa pensa di questo rapporto spesso difficile, come giudica il fatto che questo sport tornerà alle Olimpiadi del 2016 di Rio?