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PAGELLE/ Fiorentina-Lazio (1-2): i voti, la cronaca e il tabellino (sesta giornata)

Pubblicazione:domenica 2 ottobre 2011

Foto (Ansa) Foto (Ansa)

LE PAGELLE FIORENTINA-LAZIO (RISULTATO 1-2): I VOTI, LA CRONACA, IL TABELLINO - Vittoria importantissima per la Lazio di Reja al Franchi di Firenze. Un due a zero in rimonta, frutto di una forma fisica migliore dei capitolini (ed è questa la vera novità), che riescono a rimontare il gol di svantaggio mettendoci grinta e corsa nonostante un caldo asfissiante. Partita che doveva dire molto sul momento delle due formazioni. La Fiorentina veniva da un secco 3 a 0 in casa sul Parma e da un gran pareggio al San Paolo contro la squadra più in forma della serie A, il Napoli, e doveva dimostrare di aver raggiunto la maturità sufficiente per dar continuità ai risultati. Lazio che, invece, veniva dalla sconfitta europea di Lisbona, e che in generale aveva sempre lasciato intuire un gran potenziale che però col passare dei minuti lasciava spazio a fatica ed affanno.

SINTESI PRIMO TEMPO - Partita che quindi inizia in sordina, con qualche minuto di studio da parte delle squadre. Pronti via e c’è subito il vantaggio viola, che arriva sugli sviluppi di un calcio piazzato: l’angolo di Vargas è messo fuori, Montolivo genialmente la rimette in mezzo di prima; lo stesso peruviano sulla riga riesce a mettere una palla tesa in mezzo su cui si avventa Alessio Cerci che stoppa, forse con la mano, e scarica in rete. Gran momento per l’ala viola, che fa intuire di essere in giornata. E lo dimostra subito, perché le azioni si sviluppano tutte o quasi dalle sue parti, dove un rientrante Radu soffre i suoi dribbling. La Fiorentina quindi, viste anche le temperature, decide di gestire il vantaggio, la partita rallenta e diventa noiosa, con la Lazio che però conquista man mano terreno e possesso palla. Finchè, al 27’, dopo un’azione insistita dai biancocelesti, la palla arriva ad Hernanes, che punta De Silvestri e dopo una finta scarica un sinistro violento su cui Boruc è impacciato. 1 a 1, primo gol del Profeta che, galvanizzato, sale in cattedra e comincia a dettare calcio e gioco. La Lazio, trascinata dal suo leader, ora è molto più decisa dei padroni di casa, e comincia ad attaccare con più convinzione. Al 32’ è ancora il brasiliano a rendersi pericoloso con un colpo di testa indirizzato all’angolino, ma Boruc stavolta risponde da campione. La partita si accende, e le occasione aumentano: l’ultima è per i viola, con un cross di Pasqual che Jovetic sulla riga non riesce a deviare in porta. Tutti negli spogliatoi a rinfrescarsi, giusto 1 a 1.

SINTESI SECONDO TEMPO - Ripresa che riparte come il primo tempo, con la Fiorentina che è più decisa, anche se la prima occasionissima è per la Lazio, con Dias che dopo un corner colpisce di testa a botta sicura, ma Boruc tra istinto, riflessi e fortuna compie un altro miracolo. Dall’altra parte ci provano Montolivo, Pasqual e Cerci (ancora il più vivace dei suoi), ma i loro tiri non hanno fortuna. Al 67’ una palla gol strepitosa per la Fiorentina: Lulic liscia clamorosamente un rinvio, lasciando Cerci da solo contro Marchetti, che però con la complicità dello stesso difensore riesce a sventare un gol praticamente fatto chiudendo lo specchio da campione. Ma al 75’ Reja decide di vincere la partita: sì, perché il cambio Matuzalem-Cissè (irriconoscibile) è un colpo da maestro che rinforza il centrocampo laziale, affaticato, permettendo di rifornire meglio l’attacco. E in sette minuti ci sono tre palle gol: un diagonale dello stesso Matuzalem deviato in angolo da Boruc, un colpo di testa di Klose alto di poco e un tiro di punta dello stesso campione tedesco che finisce fuori di un nulla. Ma non c’è due senza tre, e allora all’82’ Miroslav ci riprova, solo che stavolta va a segno: splendido lancio dalla trequarti per Sculli che fa la sponda, Klose si avventa sulla palla rimbalzante in area come se fosse Olimpia con un topolino, e con una frustata del collo insacca il vantaggio biancoceleste. E’ il colpo di grazie che taglia le gambe alla Fiorentina, che non riesce più a rendersi pericolosa, nonostante un indiavolato Cerci. Finisce 1-2, con la Lazio salvata dal suo grande campione e dalla mossa saggia di un allenatore che non è l’ultimo dei dilettanti, mentre la Fiorentina, una volta di troppo, viene beffata per la sua ingenuità.

 

 


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