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PAGELLE/ Pescara-Ascoli (4-1): i voti, la cronaca e il tabellino (undicesima giornata)

Pescara-Ascoli termina con il risultato di 4-1. Altro carico di mattoni per il castello dei sogni zemaniano. Con il 4-1 rifilato all’Ascoli fa un grande passo avanti verso...

Zdenek Zeman (Foto: ANSA) Zdenek Zeman (Foto: ANSA)

LE PAGELLE DI PESCARA-ASCOLI (RISULTATO: 4-1): I VOTI, LA CRONACA E IL TABELLINO – Pescara-Ascoli termina con il risultato di 4-1. Altro carico di mattoni per il castello dei sogni zemaniano. Con il 4-1 rifilato all’Ascoli, gli abruzzesi s’ancorano al terzo posto solitario scavalcando il Sassuolo ed incrementando il sontuoso bottino di gol segnati (diventano 27, media di 2,63 a partita). Nel tempo del fair play finanziario e del gioco al ribasso, il medicinale arriva dalla boemia. La ricetta è sempre la stessa: milizie fresche, truppa sfrontata, incurante del rischio. Con uno sberleffo agli effetti collaterali: ben venga qualche gol subito in più, se poi si sfonda tutti insieme. Anche stavolta, l’evitabile disattenzione difensiva è una goccia nell’oceano di occasioni prodotte. Che lo si creda o no, la percentuale di realizzazione è inferiore alla metà nonostante il poker di marcature. Il malcapitato Guarna, estremo difensore avversario, ha passato più tempo sdraiato a terra, ad accartocciarsi su mine vaganti o frecce incendiarie da fuori. Altra mazzata per un Ascoli che resta bloccato in fondo, paralizzato nei suoi due punti. Non che ci sia da disperarsi, almeno per il momento: l’Adriatico non pare terra di conquista quest’anno. Se non altro, occorrerà evitare le fesserie individuali: l’espulsione di Romeo ha spalancato correnti atlantiche per il Delfino curioso. Che butta giù altre quattro Dufour (tre al gusto Sansovini) zuccherate come la classifica.   

SINTESI PRIMO TEMPO: come di consueto, il Pescara imposta la partita nella metacampo altrui, a prescindere da dove si trovi la palla. Difesa ascellare e trio mediano pronto ad innescare il forcone offensivo. Per la verità, l’iniziale pressione partorisce solo false doglie che reali pericoli. Le uniche occasioni vedono Immobile trovare pronto Guarna nel tu per tu in allungo (2’), e Konè farsi ribattere il destro da posizione ghiotta (15’). Le acque si rompono al 16’, quando Romeo si fa cacciare per il tentato omicidio sul povero Togni, costretto ad abbandonare il campo poco dopo. La follia del centrocampista condanna l’Ascoli, che soccombe due volte nell’arco dei venti minuti seguenti. Il mattatore stavolta è Sansovini, lesto nel capitalizzare due assistenze al bacio che eludono la trappola per topi bianconera, prima scavalcata da Verratti (25’) poi bucata da Insigne (36’). Pur in condizioni di superiorità schiacciante, il Pescara non fa mancare il consueto pacco regalo difensivo, che però Papa Waigo non scarta calciando su Anania da ottima posizione, in chiusura di frazione. Di fatto, assieme al pallone calciato dal senegalese rotolano sul fondo anche le residue speranze marchigiane.

SINTESI SECONDO TEMPO: sorpresa dopo il the: dal tunnel non risbuca Immobile, sostituito da Maniero. C’è chi sospira: vuoi vedere che il boemo complica anche questa? In realtà, non c’è da preoccuparsi: anche in assenza del pichichi l’officina del piacere biancazzurra continua a produrre campioni di pericolo da convertire in gol. Dopo nove minuti Sansovini completa l’hattrick capitalizzando l’ennesima discesa libera di Balzano: tocco che bacia il palo e s’addormenta in rete sull’uscita disperata di Guarna. Il tapis roulant non si ferma, la ruota panoramica boema gira portando in cielo i desideri dei tifosi. Che forse nemmeno s’accorgono del gol dell’onore ascolano, al 29’: l’esperto Tamburini strappa brandelli di cronaca spizzando in rete la punizione di Sbaffo. Titoli di coda per Lorenzino Insigne: lo scugnizzo si butta sull’ennesimo bignè servito avanti e lo schiaffa sotto le gambe di Guarna, incrociando col destro. Nel cori dei tifosi per il boemo si chiude un altro mini-capitolo della commedia zemaniana, mentre il prosieguo sembra farsi sempre più roseo.