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PUGILATO/ Benvenuti: bene gli azzurri, peccato per Cammarelle. Ma alla Boxe di oggi manca un pugile che faccia sognare... (esclusiva)

Pubblicazione:venerdì 7 ottobre 2011

Nino Benvenuti durante la cerimonia d'apertura dei Mondiali di pugilato (Ansa) Nino Benvenuti durante la cerimonia d'apertura dei Mondiali di pugilato (Ansa)

Forse per il fatto che mancano i maestri, manca veramente chi sappia insegnare pugilato. Molta palestra, poco stile.

Mancano anche i pugili destinati a diventare dei personaggi. Non ci sono più un Leonard, un Hagler, un Tyson, anche un Nino Benvenuti…

E’ così, manca un personaggio, un pugile che faccia sognare la gente…

Il pugilato manca quindi di protagonisti, come Clay e Leonard.

Due grandi personaggi che vincevano i loro incontri grazie proprio al loro modo di condurre il match, con tanta, tanta intelligenza appunto.

E Tyson?

Manca anche un personaggio come Tyson, con la sua forza incredibile, un altro tipo di campione che piaceva alla gente.

O i nostri Parisi, Oliva, Rosi…

Anche l’Italia sta facendo fatica a produrre pugili che siano personaggi. Loro lo erano sicuramente.

E le nazioni guida del pugilato quali sono?

Le nazioni guida sono sempre Cuba, il Messico, gli Stati Uniti, i paesi latinoamericani, magari la stessa Thailandia.

C’è meno fame…

Non certo la fame che avevo io quando avevo iniziato a combattere.

Eppure il pugilato è tornato in auge…

Si fa molta boxe in palestra, come divertimento, come diletto, come fatto amatoriale.

Anche il rapporto tra pugilato e tv non è eccezionale.


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