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PUGILATO/ Benvenuti: bene gli azzurri, peccato per Cammarelle. Ma alla Boxe di oggi manca un pugile che faccia sognare... (esclusiva)

Nino Benvenuti durante la cerimonia d'apertura dei Mondiali di pugilato (Ansa) Nino Benvenuti durante la cerimonia d'apertura dei Mondiali di pugilato (Ansa)

Molti incontri non di grande livello. Difficilmente il grande incontro per cui ci si svegliava la notte alle 4 o si ascoltava una radiocronaca in 18 milioni.

I “suoi” incontri…

Penso di aver dato il mio contributo al pugilato con le mie sfide con Griffith, con Monzon.

Certo che uno come lei poteva dare tanto, come consigli ai pugili attuali, con la sua classe e la sua esperienza.

Non me l’hanno chiesto. Rimarrà un mio rammarico.

E poi?

Quello di non aver potuto lasciare tesoro di tutto quello che ho imparato e compreso di questo sport.

Intanto ha scritto la storia della boxe mondiale…

Ho interpretato sempre questo sport come un’arte, un modo di viverla nel modo migliore. Quando ti scontri con un avversario o lo “ammazzi” o ci diventi amico. Come è stato il caso tra me e Griffith.

Che cos’è la “noble art”?

E’ la storia del pugilato. I primi pugili erano di famiglia nobile e da qui viene il nome. E’ il senso del pugilato. Stile, rispetto del tuo avversario, una sfida con il tuo rivale. In cui si impara a essere guerrieri. Com’erano i guerrieri di un  tempo nella vita reale. La vita che viene vissuta proprio come una grande sfida…

 

(Franco Vittadini)

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