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MONDIALI DI SCHERMA A CATANIA/ Italia potenza mondiale, la Vezzali e le altre speranze di medaglia. Parla la Vaccaroni (esclusiva)

Pubblicazione:sabato 8 ottobre 2011

Il Dream Team del fioretto femminile (foto Ansa) Il Dream Team del fioretto femminile (foto Ansa)

Anche loro possono andare a medaglia, conquistare anche la medaglia d’oro. Nella scherma noi italiani la facciamo da padroni.

Il livello tecnico della scherma è salito negli ultimi anni?
No, non mi sembra, è sempre identico, non ci sono miglioramenti. La scherma è uno sport un po’ statico, a differenza di altri sport come ad esempio l’atletica dove sono venuti fuori fenomeni come Bolt che hanno cambiato tutto il modo di interpretare questa disciplina. 

Secondo lei la scherma è uno sport o una forma d’arte?

Direi un misto. E’uno sport, ma nello stesso tempo, una forma d’arte. Potrei dire che è una partita di scacchi in movimento. Bisogna saper essere preparati fisicamente, avere tecnica individuale, ma bisogna avere anche tanta intelligenza, preparazione psicologica, essere concentrati in quei pochi attimi in cui si decide una gara. 

Uno sport raccontato anche nella letteratura, romanzato anche in opere famose come la saga dei Tre moschettieri… 

Uno sport che ha radici antiche, ha tradizione, romanzato in questa saga e in tanti altri libri. Certamente la scherma moderna è molto diversa, raggiunge vertici di tecnica incredibile. 

Bisogna averla nel sangue anche per diventare dei campioni. 

E’ così. Dopo aver abbandonato questo sport ho provato a fare il ciclismo. Ma mi rendo conto che la bicicletta non ce l’ho nel sangue. Il fioretto, la scherma invece fanno parte del mio dna di atleta.

Che consigli darebbe ai ragazzi italiani che volessero intraprendere questa disciplina?

Di provarci, di praticarla, come dico spesso a mia figlia. C’è meno concorrenza meno competizione che in altre discipline, come ad esempio l’atletica. E’ più facile riuscire a diventare dei campioni.

Nostalgia della pedana, delle gare?
 


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