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ITALIA-URUGUAY/ Pepe: Se sono qui è merito di Conte

L'esterno della Juventus è felicissimo per il suo rientro in Nazionale. Tutto merito del mister, dice. Tra i compagni, in questi giorni, lo ha impressionato soprattutto Balotelli...

Simone Pepe (foto ANSA) Simone Pepe (foto ANSA)

Ci voleva un po' di Pepe in questa Nazionale. Tutto merito di Antonio Conte, dice il diretto interessato. L'esterno della Juventus è stato uno dei grandi protagonisti di questo primo scorcio di stagione. Tanta quantità, come sempre, ma anche un pizzico di qualità e qualche gol: l'ultimo Pepe ha stupito tutti, detrattori compresi. A corollario quasi naturale delle sue prestazioni, è arrivata la chiamata di Cesare Prandelli, che lo ha voluto con sè nel gruppo azzurro. Con lui, dice il ct, possiamo cambiare modulo, anche nel corso della partita, e passare a tre davanti. E' già successo in Polonia e sarà lo stesso anche domani sera all'Olimpico contro l'Uruguay. "Il merito del mio rientro in Nazionale è di Conte, dei miei compagni di squadra ed anche mio, che non mi sono mai arreso", ha spiegato oggi il giocatore, felicissimo per aver ritrovato la gioia della maglia azzurra. Certo, il modulo-base - il 4-3-1-2 - progettato dal ct per la sua Italia ideale non si confà molto alle sue caratteristiche, come ammette lui stesso: "Sì, è vero, ma posso adattarmi a qualunque ruolo, perchè anche qui porto quel carattere e quella voglia di lottare che metto nella Juventus". Fermo restando, aggiunge, che avere più moduli è sempre un vantaggio. Come lo è, indubbiamente, avere a disposizione uno come Mario Balotelli. "Mi ha davvero impressionato, dal vivo è una 'roba' importante", ha sentenziato Pepe, stupito dalla crescita del capriccioso SuperMario. "E' un bravissimo ragazzo, simpatico, e invece passa sempre per quello che fa casino", è la sua difesa d'ufficio. Non dimentichiamoci che parliamo di un classe '90, ricorda a tutti lo juventino, "e ai ragazzi così giovani si perdonano certe cose". Il ritorno all'Olimpico avrà, come sempre, un sapore particolare. "La mia storia nasce in questo stadio", è l'amarcord di Pepe, che ha militato per dieci anni nel settore giovanile della Roma. "Ero con De Rossi: Daniele fu provato in prima squadra a diciotto anni perchè probabilmente era più pronto di me". Nessun rimpianto, però, da parte sua. La sua carriera è sbocciata relativamente tardi, ma è sbocciata. Adesso Conte e Prandelli possono godersi un giocatore nel pieno della maturità calcistica e professionale.