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PAGELLE/ Crotone-Torino (0-0): i voti, la cronaca e il tabellino (serie B)

Termina a reti bianche la sfida dell’Ezio Scida. Punteggio che non mente, anzi: ad esser sinceri nasconde la buona prestazione dei padroni di casa

Giampiero Ventura (Foto: ANSA) Giampiero Ventura (Foto: ANSA)

Termina a reti bianche la sfida dell’Ezio Scida. Punteggio che non mente, anzi: ad esser sinceri nasconde la buona prestazione dei padroni di casa, attenti in difesa e per nulla rinunciatari in attacco grazie allo scostumato assetto disegnato da Menichini. L’unica punta (prima Ciano poi Djuric) non soffre mai la solitudine, pur in mezzo ai poliziotti granata: la batteria di trequartisti organizza festini che disturbano continuamente la quiete dell’area torinese, con incursioni che chiamano Iori e Basha al sacrificio difensivo. Abbandonate da volante e cambio, le quattro ruote motrici di Ventura vengono azionate molto di rado e solo lateralmente appoggiandosi alle sgommate progressivamente più sporadiche di Stevanovic. È inutile pensare di poter sostituire Bianchi, la cui squalifica ha spalancato falle offensive che la muscolosa volontà di Ebagua non può toppare. Ai fianchi invece è maturata l’inadeguatezza al ruolo di Sgrigna, che non dovrà più essere schiodato dalle native zolle d’area di rigore se non si vorrà stuprarne il potenziale. Il terzo pareggio consecutivo non priva il Toro della vetta, ancora solitaria stanti i risultati delle altre (tutte bloccate tranne il Pescara); d’altro canto il vantaggio di classifica, che un mese fa accarezzava la doppia cifra, è andato via via smangiucchiandosi sino a ridursi alle striminzite tre lunghezze che oggi separano da Pescara e Sassuolo. Le difficoltà del Toro non offuschino i meriti del Crotone, cui vanno fatti i complimenti soprattutto per l’atteggiamento messo in campo, spoglio di ossequi e spigliato quasi al punto del k.o. Il granello guadagnato con merito non gonfierà il granaio salvezza (17 punti, sempre +2 sui playout) ma sicuramente riempie l’otre del morale.
 le reti dello Scida non accolgono visite nei primi 45 minuti. Colpa soprattutto del Toro, che alla faccia dei pronostici si sdraia in un regime d’attesa dopo i primi 10 minuti di studio aggressivo. Sono dunque rossoblù gli squarci più colorati: il primo piomba sulla tela del match dopo soli 40 secondi, quando Sansone impegna Coppola da fuori dopo lo slalom gigante da sinistra. La manovra della capolista non trova sbocchi: i calabresi bloccano il traffico, facendo della propria trequarti un’area protetta col merito aggiuntivo di non rinunciare all’offensiva, grazie alla pericolosità del trio Gabionetta-Caetano-Sansone. Sarà ancora quest’ultimo a firmare la minaccia più nera: il suo sinistro dal limite bacia i guantoni in allungo di Coppola prima di stamparsi sul palo (32’). I granata, privati dei raggi di un offuscato Iori,  vivono di strappi estemporanei che producono un’occasione e mezzo, potremmo dire: quella intera è racchiusa nel sinistro da fuori di Parisi (34’), che fa la basetta al palo; la mezza è un incursione di Antenucci tamponata in angolo dalla tempestiva chiusura di Correia (20’). Ventura vede i suoi faticare soprattutto nell’azionare le punte centrali (AAA Rolando cercasi): urge una scossa…
..ma l’encefalogramma resta piatto. Ventura conferma l’assetto offensivo limitandosi a cambiare l’acciaccato D’Ambrosio con Di Cesare. Il Crotone, constatata la scarsa vena avversaria, capisce di poter tenere il Toro al guinzaglio e si compatta senza concedere nulla. Il grigiore s’infittisce negli abulici primi 20 minuti, rotti solamente da uno schizzo d’occasione per Ebagua, fermato sul più bello da Florenzi al culmine di un contropiede di marca Sgrigna-Antenucci. Sostanzialmente tutto qua il tubetto granata, che nemmeno i cambi (Verdi-Ebagua e Oduamadi-Stevanovic) riescono a spremere; il resto sono deboli folate laterali e singulti respinti, dai difensori prima ancora che da Bindi. I calabresi non s’accontentano ma vedono le energie esaurirsi progressivamente. I sussulti nascono da frecciate a lunga gittata di Caetano e Sansone: il destro del brasiliano incoccia i guantoni di Coppola (20’) mentre il mancino secco dell’esterno termina la corsa sul fondo, a 2-3 metri dal palo (37’). In mezzo, una punizione dello stesso Caetano tiene vigili i riflessi di Coppola (32’). La nenia del recupero non scalfisce il tabellone dello Scida, che non vuol saperne di testimoniare emozioni.