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NAZIONALE/ Prandelli: Cassano? Ci manca molto. Occhio alla Polonia

Pubblicazione:lunedì 7 novembre 2011

Cesare Prandelli (foto ANSA) Cesare Prandelli (foto ANSA)

NAZIONALE PRANDELLI E' la Nazionale dei 'senza Cassano' quella che si è radunata oggi in vista del doppio impegno contro Polonia (venerdì 11 a Wroclaw) e Uruguay (martedì 15 all'Olimpico di Roma). Il ct azzurro Cesare Prandelli, che ha parlato oggi in conferenza-stampa, ha definito "importante" la nazionale polacca, per quella che sarà "una gara seria. In ogni partita dobbiamo mettere in campo lo spirito giusto". Dicevamo di Cassano, il grande assente del raduno, a cui il ct ha rivolto un "saluto particolare", sottolineando poi quanto il barese già manchi a tutti: "Senza di lui c'è un'atmosfera particolare". Chiara allusione al carattere 'casinaro', oltre che alle sue indubbie doti tecniche. E' un'Italia senza Cassano ma anche senza Giuseppe Rossi, che si è rotto il crociato. "Lo aspetteremo", ha detto Prandelli, che non ha dato, però, a Pepito la certezza assoluta della convocazione. Se sarà in condizione a giugno, bene, "altrimenti dovremo sviluppare gioco attraverso strade diverse". Già, perchè il tecnico vuole una squadra "che non dia punti di riferimento". Ecco spiegata la sua rinuncia al centravanti classico. Certo, fare a meno in un colpo solo della coppia d'attacco titolare, quella su cui era fondata l'Italia prandelliana, non è facile. Questo, però, dovrà dare adito a nuovi esperimenti tattici, nuovi modi di proporre calcio. Potrebbe essere l'occasione, ad esempio, per consegnare definitivamente le chiavi di questa Nazionale a Mario Balotelli. L'attaccante del City avrà il palcoscenico tutto per sè o quasi, anche se il ct ha sottolineato che non vuole dargli "troppe responsabilità". In SuperMario, comunque, è in atto un importante processo di maturazione. Ultimamente, dice Prandelli, si inserisce di più in profondità, senza aspettare il pallone tra i piedi. Quanto alle altre punte, sono tutte inter-scambiabili, da Matri a Pazzini per finire con Osvaldo. Senza dimenticare Pepe, che punta non è, ma in quanto ala pura permette pure di cambiare modulo tattico. Sul caso Montolivo, il Prando decide di scrivere la parola fine: "Aveva mal di pancia, era un sorriso istintivo". Di certo, spiega, non è stato un gesto voluto. Difficile, a suo giudizio, che un calciatore non sia concentrato nel minuto di raccoglimento o che faccia di proposito un gesto così grave.


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