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PAGELLE/ Fiorentina-Atalanta (2-2): i voti, la cronaca, il tabellino (sedicesima giornata)

La sfida tra Fiorentina e Atalanta termina sul 2-2. All’aperitivo del primo tempo ha fatto seguito una ripresa succulenta ricca di emozioni. Le pagelle di Fiorentina-Atalanta: i voti

Stevan Jovetic, attaccante Fiorentina (Foto Ansa)Stevan Jovetic, attaccante Fiorentina (Foto Ansa)

La sfida del Franchi tra Fiorentina e Atalanta termina sul 2-2. All’aperitivo del primo tempo ha fatto seguito una ripresa succulenta, madida delle fatiche spese da tutti i protagonisti in campo. Ne esce un punto che tutto considerato può andar stretto ad entrambe le formazioni, che hanno inseguito il successo sino all’ultimo, ma che d’altro canto premia in egual misura le due compagini com’è giusto che sia. Le squadre proseguono a braccetto, nella seconda metà di classifica a quota 17; la Fiorentina ritrova il proprio bomber principe, scopre una risorsa fresca nel giovane Salifu e prosegue nella rinascita dalle ceneri slave. L’Atalanta offre un’ulteriore dimostrazione di carattere, che inietta nuova fiducia (ed un altro granello salvezza) nel serbatoio già ricolmo. Complimenti ad entrambe per averci regalato una delle partite più belle della stagione.

Avvio di partita vivace ma senza particolari sussulti. Ci pensa il Gila a rompere le acque: al 9’ minuto il senegalese Salifu, diciannovenne al debutto da titolare, arpiona un pallone a metacampo dirottandolo con precisione sulla fascia sinistra; l’accorrente Vargas centra di prima un traversone al miele che il bomber col violino accarezza in rete con una zampata d’esterno di fabbrica. La fiesole riassapora l’acuto del proprio bomber che spezza il digiuno in campionato. Il prosieguo della prima frazione offre una Fiorentina galvanizzata, che guadagna metri alla ricerca del raddoppio. Le offensive tuttavia trovano sfogo solo in un pugno d’insidiosi traversoni randagi, senza conclusioni degne di nota. Dal canto suo la bergamasca impiega un po’ a mitigare la sfuriata avversaria; assorbito l’urto attorno a metà frazione, l’organizzazione di gioco s’intaglia nelle aperture di Cigarini, che distribuisce a destra e a manca cercando a turno le ali Schelotto e Peluso. Ma la Fiorentina è attentissima in difesa e non concede niente specie a Denis, perfettamente ingabbiato tra Nastasic e Gamberini, gatto e volpe in una coppia centrale su cui si dovrà insistere.

L’Atalanta scala le marce alzando il proprio baricentro; lenta ma inesorabile la Dea ingoia zolle di campo appassendo la Viola nella propria trequarti. Ma al Tanke continuano a mancare gli spazi, perlomeno sin ché Colantuono si decide ad inserire una punta in aiuto al proprio ariete di sfondamento (Marilungo per Padoin, al 14’). Nella più ventilata area toscana l’occasione scaturisce fulminea: un minuto dopo Schelotto cavalca sulla destra e pennella al centro; la testa di Denis arriva prima di quella di Gamberini ma la palla rimbalza via sul fondo, mentre Boruc fa le prove del presepe. Un’Atalanta più offensiva allarga le maglie avversarie ma apre inevitabilmente ulteriori falle nella propria metacampo, che le ripartenze viola cospargono puntualmente di veleno. Al 27’ l’infaticabile Behrami rialza la cresta e distende la falcata sino al limite dell’area: il tentativo è secco, ma la traversa strozza l’urlo del Franchi con l’appuntita mediazione di Consigli. Tra un batti e un ribatti s’arriva al 35’ col fiatone, non potendo certo immaginare il thriller che gli ultimi 10 minuti di fotofinish riserveranno. Il pareggio di Masiello apre le danze: al 36’ il terzino recupera una ribattuta e trafigge Boruc con un sinistro truffaldino, che gioisce in rete dopo una smorfia di rimbalzo. Stordita e sfiancata, la Fiorentina imposta lo stand-by organizzando il pareggino, ma l’Atalanta ha un gran cuore e rifugge i calcoli di sorta. L’ennesima discesa di uno Schelotto maturato nella ripresa trova la zampata del Tanke al capolinea: undicesimo sigillo e vantaggio clamoroso (40’). Ma a proposito di cuore: nel momento più difficile, con nuvoloni d’insoddisfazione pronti a rovesciar guaiti dagli spalti, l’indomito Rossi espone i progressi rispetto alla gestione Sinisa, invocando ed ottenendo il sussulto finale dai suoi ragazzi. La morbidezza di Kharja incontra il galoppo disperato di De Silvestri: petto-braccio (fioriranno proteste) verso il centro, Jo-Jo è puntuale sul luogo del delitto col facile tocco (43’) che incide il punteggio finale. La piscinetta di recupero (6 minuti!) si colma d’ulteriori litri di generosità e sudori da ambo le parti, che non scalfiscono il tabellone ma uniscono le due tifoserie nel ringraziamento agli interpreti per una ripresa di rara intensità.