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GQ / Mancini: ho fatto più cazzate io da giovane che Balotelli

Roberto Mancini Roberto Mancini

Ma come è il Balotelli del Manchester City? Assomiglia a quello che Mancini fece esordire all’Inter? “No, è cambiato. Gli ultimi due anni all’Inter l’hanno fatto diventare un personaggio, sono arrivati i grandi soldi, è aumentata la consapevolezza di essere più bravo degli altri. La sfrontatezza è rimasta la stessa di quando si è affacciato, una qualità che mi aveva colpito e sulla quale avevo investito. Mario è un predestinato. Diciassettenne, alla Pinetina, faceva tunnel a Zanetti, a Cambiasso. Che si incazzavano di brutto e gli andavano addosso. Lui niente. Li trattava come fosse un pari età. ‘O è scemo o è forte’, mi dicevo. ‘È entrambe le cose’ ripeteva sorridendo Sinisa, che anche per affetto perdeva molto tempo dietro di lui a fine allenamento…”.

 

La scorsa estate la fuga dall’Inter e l’approdo in Inghilterra. “Per convincerlo a venire a Manchester non ci ho messo molto, sono bastate due telefonate. Gli ho dato una grande occasione: se capisce che un paio di anni in Premier lo possono completare come poche altre esperienze, significa che la testa ce l’ha”. Ma agli inglesi Balo piace? “Se parli dei giornalisti, all’inizio si sono limitati a riprendere le cose che venivano scritte in Italia, poi hanno cominciato a lavorare di fantasia. In fondo sono storicamente affascinati dagli ‘irregolari’. Best, Gazza, Cantona, Adams, Rooney: non si sono fatti mancare nulla”.

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