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PAGELLE/ Catania-Lecce (3-2): i voti, la cronaca, il tabellino (venticinquesima giornata)

Catania-Lecce termina con il risultato di 3-2

Maxi Lopez (Foto: Ansa)Maxi Lopez (Foto: Ansa)

Catania-Lecce termina con il risultato di 3-2. La sfida salvezza tra Catania e Lecce premia i padroni di casa e il pubblico di appassionati del calcio, con una partita ricca di gol e di emozioni. Protagonisti i due portieri, la poca precisione delle punte del Lecca e le punizioni chirurgiche di Francesco Lodi. L'ex frosinate, acquistato nel mercato di riparazione di gennaio, entra a metà tempo ma è subito in grado di ribaltare il risultato in favore dei siciliani. Moltissimi rimpianti per il Lecce, che dopo aver recuperato lo svantaggio si fa mettere sotto dai padroni di casa e cede al nervosismo. Cinque gli ammoniti tra i pugliesi, mentre Giacomazzi si fa espellere per proteste quando la partita è già finita: salterà la gara casalinga con la Juventus, come anche Gustavo e Jeda. Il Catania scavalca i diretti rivali e si lascia alle spalle la zona retrocessione: Diego Simeone può rifiatare, interrompendo la striscia negativa di tre sconfitte e un pareggio.

Sono i padroni di casa a fare il gioco nella prima parte di gara: i rossoblu si rendono pericolosi prima con una punizione di Llama respinta dalla barriera e deviata verso la parta da Spolli, poi con un appoggio in area di Maxi Lopez che viene raccolto da Capuano. Buono il tiro, ma il portiere Rosati non si fa cogliere impreparato. Al 26esimo ancora protagonista un portiere, anche se sul fronte opposto: Olivera smarca Grossmuller, che si infila per vie centrali. Il suo esterno è potente, ma Andujar è attento: rimane in piedi fino all'ultimo e respinge di piede il colpo dell'attaccanta salentino. Il Lecce sembra aver preso le misure, ma per altre due volte i padroni di casa mettono in difficoltà la difesa dei giallorossi, oggi in tenuta bianca. Al 30esimo Schelotto si libera con una finta di un difensore, mettendo al centro un suggerimento ghiotto per Maxi Lopez; è bravissimo Rosati ad uscire sul pallone anticipando l'attaccante italo-argentino. Cinque minuti dopo è ancora l'estremo difensore del Catania a salvare la porta, con uno scenografico colpo di reni sul tiro a distanza ravvicinata di Schelotto. Il portiere però non può nulla quando, al secondo minuti di recupero, una punizione morbida di Llama trova la test di Silvestre. La palla si insacca all'angolo lontano, premiando l'insistenza dei padroni di casa.

Nei primi minuti della ripresa la doccia fredda e le indicazioni di mister De Canio non sembrano aver svegliato i giocatori del Lecce. Al sesto è il Catania ha la palla d'oro per chiudere il match: Gomez pesca Maxi in area, l'attaccante riesce a controllare il pallone con un numero d'alta scuola ma sulla girata amnca di pochissimo la porta di Rosati. È sui contropiedi però che il Lecce riapre l'incontro: Munari si infila a destra, il suo cross soprende Silvestre e lascia a Jeda un pallone troppo facile da mettere in rete. Il pareggio stordisce il Catania, che in cinque minuti si trova scavalcato dagli ospiti. Gran diagonale di Olivera dal limite dell'area, il palo ribatte ma Munari ribadisce in porta. La partita è bella, moltissime le occasioni. Il Catania cerca il pareggio con un bel cross basso di Schelotto, ma ci pensa Gustavo a togliere dai piedi di Maxi Lopez una palla pericolosissima. Al 28 torna pericoloso il Lecce, con un gran destro di Vives che si infrange sul palo della porta di Andujar. La partita si scalda e iniziano a volare i cartellini. Il Catania protesta per un fallo al limite su Gomez, vorrebbe il rigore. Ma al neo entrato Lodi basta una punizione dal limite, con un fantastico sinistro a giro sul primo palo. La partita non è finita, ora il Massimino vuole la vittoria. Dopo cinque minuti altro fallo al limite e altra punizione di Lodi: stavolta la palla entra alla destra di Andujar, impotente. Negli ultimi minuti la tensione la fa da padrona: Lopez stende Olivera lanciato in contropiede, poi Olivera restituisce il favore a Gomez. Al 50esimo l'arbitro fischia la fine, ma Giacomazzi non ci sta: i suoi insulti al direttore di gara gli costano il rosso diretto (e la tribuna nella sfida con la Juve).