BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GULLIT/ Da Mandela a Kadyrov, parabola discendente di un campione

Pubblicazione:

Ruud Gullit (Foto Ansa)  Ruud Gullit (Foto Ansa)

GULLIT - Si sa: il tempo cambia gli uomini. Chi dice in meglio (si affinano alcune qualità), chi in peggio (si ingigantiscono i difetti). Succede anche che un giocatore a distanza di 24 anni sconfessi un po’ la sua storia. Questo è quello che di primo acchito è successo a Ruud Gullit. Nel 1987, quando aveva ancora le treccine e faceva innamorare i tifosi e le tifose (soprattutto) del Milan, si aggiudicò l’ambito riconoscimento del Pallone d’Oro. Simbolicamente Ruud, originario del Suriname, volle condividere quel trofeo con Nelson Mandela, che al tempo scontava in carcere la pena per aver cercato di opporsi all’apartheid. Era un altro Sudafrica da quello che abbiamo potuto vedere ai recenti Mondiali. Il regime di segregazione razziale crollò nel 1992 e lentamente il Paese ha superato le sue contraddizioni interne. Mandela uscì dalla prigione l’11 febbraio del 1990, 27 anni dopo l’arresto. Il gesto di Gullit di dedicare il premio a Mandela commosse molti ed ebbe il merito di accendere nuovamente i riflettori sull’assurda vicenda africana.

 

GULLIT DA MANDELA A KADYROV CONTINUA CLICCA QUI SOTTO

 


  PAG. SUCC. >