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ESCLUSIVA/ Arturi (Gazzetta): stadi e cultura, così il calcio italiano esce dalla crisi

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Pato disperato: emblema del nostro calcio (Foto Ansa)  Pato disperato: emblema del nostro calcio (Foto Ansa)

SERIE A CHAMPIONS, EUROPA LEAGUE E MILAN NAPOLI: IL PUNTO DI ARTURI - «Si deve cambiare e cercare una svolta a tutti i costi: il calcio italiano ha bisogno di una scossa". Franco Arturi vicedirettore della Gazzetta dello Sport parla senza tanti giri di parole, in esclusiva per ilsussidiario.net, dei "mali" del calcio italiano. Dritto al nocciolo della questione: «Se si vuole cambiare bisogna iniziare a credere e rispettare le regole. Bisogna fare stadi vivibili, con biglietti numerati e nominali, in cui si possa asssistere ad uno spettacolo senza paura. Gli arbitri poi non devono essere sempre al centro di polemiche. Si può iniziare da qualsiasi dettaglio ma si deve iniziare». La sconfitta di giovedì del Napoli, con l’eliminazione dei partenopei, ha chiuso la quindici giorni europea, che è stata negativa su tutti i fronti. «I risultati sono chiari e inequivocabili. Abbiamo perso quattro partite su quattro anche se il Napoli è uscito in maniera onorevole, ma definitiva. Le sconfitte in Champions sono gravi, soprattutto perché maturate in casa e riscattarle in trasferta sarà molto difficile».

 

E allora si devono cercare le cause, il perché il calcio italiano, appena esce dai confini nazionali, non sa più imporsi come un tempo. La vittoria dello scorso anno dell’Inter sembra essere stata un'eccezione a una situazione di difficoltà che va avanti da tempo. «Questa tendenza è presente nel calcio italiano da molti anni. Le motivazioni sono tecniche ma credo non sia questa la causa principale. Il problema è il clima che si respira in Italia rispetto ad altre realtà calcistiche europee. Per clima intendo l’aspetto etico-regolamentare, la produzione di scandali a getto continuo, le polemiche sugli arbitraggi, gli odi tribali tra fazioni opposte che generano violenza. Queste cose hanno una ricaduta nel breve-medio periodo sul livello tecnico del calcio».

 

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COMMENTI
26/02/2011 - bisogna aggiornarsi (francesco taddei)

perchè invece i nostri allenatori non vanno a studiare il calcio estero? si accorgeranno che le altre squadre non si chiudono a riccio e non cercano solo l'individualità del campione che risolve la partita, ma costruiscono gioco e palle gol. così era la fiorentina di prandelli ed è il napoli di mazzarri. il milan all'andata col tottenham ha pagato il "palla lunga e pedalare". e intanto le tedesche ci superano e le francesi si avvicinano.