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PAGELLE/ Lecce - Palermo (2-4): i voti, la cronaca e il tabellino

Dopo la bella vittoria di Mercoledì, il Palermo fa visita al Lecce per proseguire la rincorsa alle posizioni che valgono l’Europa che conta. Sulla strada dei rosanero si pone un Lecce in un ottimo stato di forma e reduce dal colpo a sorpresa in casa del Parma.

Capitan Miccoli autore del primo gol rosanero (ANSA) Capitan Miccoli autore del primo gol rosanero (ANSA)

Dopo la bella vittoria di Mercoledì, il Palermo fa visita al Lecce per proseguire la rincorsa alle posizioni che valgono l’Europa che conta. Sulla strada dei rosanero si pone un Lecce in un ottimo stato di forma e reduce dal colpo a sorpresa in casa del Parma. Delio Rossi concede un turno di riposo ad Ilicic affaticato e Bovo che non è nemmeno in panchina. Lecce che invece si affida all’estro di Olivera e Jeda.

I primi minuti di gara sono caratterizzati da intense fasi di studio, in cui le due squadre esitano ad affondare. Il Palermo prova qualche sortita sull’asse Pastore-Miccoli ma trova sulla sua strada un Lecce molto attento in fase difensiva e sempre pronto a ripartire. Padroni di casa che potrebbero passare in vantaggio già al quarto d’ora quando Giacomazzi lanciato da Munari trova sulla sua strada un superlativo Sirigu a dirgli di no. La sfida tra i due si ripete un paio di minuti dopo e stavolta è il capitano leccese ad avere la meglio, incornando in rete un traversone di Olivera da calcio piazzato. Leccesi in vantaggio ma sulla rete influisce una sospetta posizione di fuorigioco della punta salentina; ennesimo episodio arbitrale sfavorevole per la squadra di Zamparini, di cui molto probabilmente si discuterà molto in settimana. Dal vantaggio in poi, la partita diviene ancora più bloccata, gli uomini di De Canio si schierano a protezione del vantaggio facendo molta densità nella trequarti di campo dove Pastore fatica a trovare lo spunto. Sembra ormai tutto indirizzato verso un finale di frazione tranquillo ma non è così, perché tra il duplice fischio finale di Brighi e il Lecce si mette in mezzo Miccoli. Il Romario del Salento allo scadere del primo tempo inventa una parabola deliziosa da calcio piazzato sulla quale non può nulla Rosati. Uno a uno e tutti negli spogliatoi, con un Palermo che torna a respirare dopo aver temuto il peggio.

La ripresa scoppiettante vede il ritorno di Hernandez al posto di Miccoli, rimasto negli spogliatoi. Neanche 5 minuti e la gara regala subito un’emozione. Jeda approfitta di una colossale dormita della difesa palermitana e firma il nuovo vantaggio dei padroni di casa con una bella volè. Rosanero che subiscono il colpo e sembrano andare in bambola, ma al decimo minuto arriva la mossa che sposta gli equilibri. Fuori uno spento Kasami, dentro Ilicic. Due minuti e lo sloveno mette la sua firma sulla gara lanciando perfettamente il Flaco Pastore che da posizione defilata piazza il pallone sul secondo palo. È la scintilla che fa scatenare l’armata rosanero che in meno di 10 minuti realizza le due reti che chiudono la partita. Prima Hernandez timbra il cartellino tagliando alle spalle della difesa salentina e freddando Rosati nell’uno contro uno. Poi Ilicic, mattatore di giornata, servito da Pastore gonfia per la quarta volta la rete leccese. Quello che rimane della gara è soltanto una girandola di sostituzioni, intervallata dal divertente fraseggio palermitano ed interrotta dal triplice fischio finale di Brighi.