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TORINO/ Ormezzano esclusiva: Papadopulo? Tanto gli allenatori non servono a niente…

Pubblicazione:giovedì 10 marzo 2011

Papadopulo con Cairo e Petrachi (Foto Ansa) Papadopulo con Cairo e Petrachi (Foto Ansa)

Se sono i giocatori a fare la differenza e non l’allenatore, perché il Torino va così male?

In effetti sulla carta (dei giornali) il Torino ha una squadra buonissima per la serie B. Ma il calcio è uno sport strano, gaglioffo, mica come gli altri. Assomiglia più al gioco d’azzardo che alle altre discipline. E infatti nessuno ci capisce davvero qualcosa. Sa che mi diceva il signor Platini?

 

No, che diceva Platini?

Che ad alto livello tutte le squadre sono uguali. La differenza la fanno solo tre cose: la fortuna, l’arbitro (comprato o meno) e l’asse portiere-attaccante. Tutto il resto incide poco. Lo spogliatoio, il centrocampo, il gioco. Tutte invenzioni giornalistiche. Guardate la Juventus: da quando Buffon non para più come prima, è una Vecchia Signora in decadenza.

 

Il Torino ha un buon portiere (Rubinho) e un grande centravanti (Rolando Bianchi) per la serie B, eppure…

Rolando Bianchi è bravo, ma solo in fase realizzativa. Nel senso che se è in giornata segna, altrimenti non serve a nulla. Anzi, si lotta in uno in meno.

 

Ma che si deve fare per rilanciare questo Torino?

Non lo so e non mi interessa più di tanto. Il Torino per me non è una squadra di calcio, ma un’entità spirituale. I miei lampi granata sono una corsa in auto con Gigi Meroni di notte. Sa che ci siamo conosciuti così? Io non lo avevo riconosciuto, scrivevo di ciclismo. E lui manco sapeva fossi un giornalista. Divenimmo amici. Ecco, per me il Torino non è più calcio, ma poesia e ricordi di vita.

 

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